libertà-di-esercizioProsegue il dibattito all’interno della categoria, che vede contrapposti gli interessi dei farmacisti titolari di parafarmacia a quelli dei farmacisti titolari di farmacia. Nello specifico, Federfardis, Federazione Farmacisti e Disabilità, entra a gamba tesa ponendo l’attenzione su una recente intervista a Silvia Pagliacci, presidente del Sunifar. Lo fa attraverso un comunicato attraverso cui esprime rammarico per il quale il farmacista titolare di parafarmacia è impossibilitato a svolgere il proprio ruolo, a parità di percorso formativo.

«Il contesto è Distribuzione Diretta in luogo di DPC – si legge nel comunicato – ma il medesimo disappunto della Pagliacci contestualizzato ai farmaci dispensati dal farmacista nel rispetto delle norme vigenti, a tutela della salute del cittadino ma da egli pagati perché non a carico del SSN o perché con nota limitativa o per sua scelta seppur a carico del SSN, lo manifesta ogni farmacista che opera in parafarmacia». Ciò nonostante «pur condividendo con il farmacista che opera in farmacia sia il percorso formativo che l’abilitazione professionale, la cui essenza è allestimento e dispensazione del farmaco, ogni qualvolta deve rispondere che quel tal farmaco poiché con obbligo di ricetta medica non lo può dispensare, essendo defraudato della propria professionalità in virtù dell’insegna sotto la quale opera».

L’associazione dei farmacisti titolari di parafarmacia, spiega che «dal 2006 ad oggi la politica è stata sorda ad ogni richiesta di intervento a correzione di tanta iniquità piegandosi al volere della lobby della farmacia che pur di mantenere la rendita di posizione nei confronti dei farmacisti operanti nella parafarmacia, ha caldeggiato l’ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie, spacciando la disponibilità al mondo della finanza come segno tangibile di disponibilità all’apertura a nuovi attori nel mercato del farmaco». E torna a puntare il dito contro il sistema, riferendo che «oggi la stessa lobby alza grida di minaccia al suo futuro, proprio in virtù di tale apertura alla finanza nella speranza di vederne ridimensionare il ruolo da parte di una politica finora ad essa compiacente». Argomento che, conclude FederFardis, viene utilizzato per «opporsi al legittimo riconoscimento della completa professionalità al farmacista che opera al di fuori delle mura della farmacia».

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