Come spesso accade, i relatori di diversi eventi di formazione dedicati al mondo della farmacia, utilizzano con abbondanza le parole “farmacia del futuro”, senza tuttavia fornire alla platea spunti e strumenti concreti al fine di portare un contributo allo sviluppo e alla crescita del settore. Costringendo quindi i farmacisti accorsi, a tornare a mani vuote. Non è certo il caso del libro «La farmacia del futuro. Corso di marketing e comunicazione per farmacisti», presentato dall’autore Dario Francolino, docente di marketing e comunicazione d’impresa presso il Centro universitario di organizzazione aziendale (Cuoa) di Altavilla Vicentina, nonché fondatore e amministratore delegato di Axess Public Relations, società internazionale di consulenza strategica specializzata in comunicazione d’impresa. Il testo, edito dalla Società editrice Esculapio, Edizioni medico scientifiche universitarie, intende fornire – senza alcuna pretesa di esaustività – ai farmacisti italiani, oggi alle prese con una trasformazione epocale della loro attività, nozioni utili ad affrontare un percorso di riflessione dal quale partire per strutturare i diversi interventi di rinnovamento.

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Gli undici capitoli, preceduti dalle prefazioni firmate da Marco Cossolo, presidente di Federfarma, Nicola Brunello, consulente di direzione presso lo studio Brunello e partner, Alberto Felice De Toni, docente universitario e  direttore scientifico del Cuoa, spaziano dal marketing, alla fidelizzazione, alla comunicazione, compreso lo storytelling, all’uso dei social network, al public speaking, e, per finire, all’e-commerce come opportunità per presidiare mercati non territoriali. «Le farmacie italiane – spiega Dario Francolino – dovrebbero scegliere dove posizionarsi nel prossimo futuro e decidere, con rispetto parlando, se lasciare spazio alla formula “supermarket” dove oltre alla dispensazione dei farmaci e di preziosi consigli ai pazienti si vendono detersivi alla spina, cialde per il caffè, pantofole a prezzi premium price, oppure tornare al loro ruolo originario e auspicato di farmacie dei servizi, veri e propri presidi sanitari di prossimità».

Ciò immaginando «un incrocio tra le esperienze d’acquisto uniche e irripetibili che si vivono per esempio nella grande catena di locali americana, Starbucks, piuttosto che da Apple o Sephora e i presidi sanitari coordinati con ASL, Ospedali e Medici». L’autore evidenzia che i farmacisti, alla luce dei cambiamenti in corso nel settore, dovrebbero «trovare la forza per farsi riconoscere, anche dal punto di vista legislativo, il ruolo cruciale di avamposto – a monte e a valle – dei percorsi di cura in grado di fornire una vasta gamma di servizi ai pazienti, alleggerendo il carico degli altri presidi sanitari sul territorio». «Far diventare realtà – spiega Francolino – questa nuova idea di farmacia è una grossa sfida per i professionisti del settore». «Per farlo – conclude -, occorre utilizzare al meglio le nuove tecnologie, dai social network all’automazione, nonché prestare attenzione alle logiche di marketing e di e-commerce che rivestono sempre più importanza nel mondo delle farmacie, e in generale, della salute».

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