«Da marzo 2002 a febbraio 2020, su un totale di 2147 segnalazioni, sono state raccolte dal sistema di fitovigilanza 116 segnalazioni, relative a 212 sospette reazioni avverse a integratori alimentari a base di acido lipoico. Le segnalazioni hanno riguardato soprattutto donne (68%) e le reazioni più frequenti sono state a carico della pelle e del sistema gastrointestinale». È quanto rileva un rapporto dell’Istituto superiore di sanità (Iss), esaminando i dati relativi a 2147 segnalazioni, raccolte dal sistema di fitosorveglianza tra marzo 2002 e febbraio 2020, e pubblicata sulla rivista Clinical Nutrition a luglio 2020. I ricercatori evidenziano che «quasi il 40% degli eventi sono stati indicati come gravi».

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Mercato in crescita, ma anche le reazioni avverse

Come è noto, il settore degli integratori alimentari, utilizzati come complementi nei diversi casi di fabbisogno, gode di ottima salute. Una pubblicazione di Integratori Italia/Avedisco del 2019 evidenzia che il comparto degli integratori alimentari è un settore in forte crescita. Non però senza particolari effetti per la salute. Se infatti gli integratori sono utili a compensare eventuali stati carenziali derivanti da ridotto apporto di determinati nutrienti, dall’altro è sempre più facile che essi interagiscano con terapie incorso o manifestino reazioni legate al sovradosaggio o alla ipersensibilità a determinati componenti.

Acido lipoico e iperinsulinemia autoimmune

Proprio in questo senso fa luce il rapporto dell’Iss, rilevando che tra le reazioni avverse gravi derivanti dall’uso di integratori contenenti acido lipoico «vi sono casi di iperinsulinemia autoimmune». Condizione nota come sindrome di Hirata, «gravissima reazione avversa – evidenzia un documento dell’Iss – che si manifesta con una severa ipoglicemia. Sebbene la sindrome di Hirata sia nota in Giappone, la sua diagnosi e la sua possibile associazione con l’assunzione di acido lipoico non è molto nota nei Paesi occidentali. L’alta prevalenza nell’Europa meridionale dell’antigene leucocitario umano DRB104:03, implicato nella suscettibilità genetica della sindrome di Hirata, insieme a un alto consumo di integratori in Italia e alla presenza di un sistema di segnalazione di sospette reazioni avverse a integratori alimentari, possono essere fattori che hanno permesso di individuare tale segnale».

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