socio-farmaciaCon una recentissima sentenza, una Commissione tributaria regionale ha confermato – nel solco della giurisprudenza della Cassazione – che il maggior reddito accertato nei confronti di una società di persone (ivi comprese quelle titolari di farmacie) costituisce (maggior) reddito (da partecipazione) dei soci e non della società, e sono pertanto i soci che, a seguito di verifica sui conti della società, e laddove non abbiamo dichiarato tale maggior reddito, sono tenuti al pagamento del supplemento d’imposta.

Ti interessa ciò che stai leggendo? Iscriviti qui alla newsletter per ricevere articoli come questo (e molto altro) direttamente alla tua casella di posta elettronica

Tuttavia, fatta salva la maggiore imposta, la sanzione pecuniaria per infedele dichiarazione non è dovuta se il socio non si è reso “colpevole” della mancanza ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 472/97 (la legge che riguarda le sanzioni tributarie non penali), perché l’omissione – sia pure volontaria – non è stata commessa con dolo (ovvero con il preciso intento di evadere) o con colpa grave (ovvero per grave negligenza od imperizia nella valutazione dell’effettivo reddito imponibile da dichiarare da parte della società e, conseguentemente, pro-quota da parte di ciascun socio).

Avv. Stefano Lucidi

 

Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia

Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.