Una soluzione per ridurre il propagarsi di batteri e virus all’interno dei locali aperti al pubblico delle farmacie passa per l’impiego di ozono. Soprattutto nei periodi in cui si registrano i picchi di diffusione delle forme influenzali. Gennaro Oliviero, consulente di circa duemila farmacie e dirigente dell’omonimo gruppo, spiega in che modo la sua azienda ha compreso la portata di tale novità e quali sono gli usi che si possono preconizzare. «Alcuni anni fa – spiega – una serie di miei clienti le cui farmacie sono dislocate in zone nelle quali si registrano importanti flussi in ingresso di migranti, lamentavano la diffusione di malattie. Tanto che alcuni loro dipendenti avevano contratto scabbia e addirittura tubercolosi. Per cui, essendo noi loro consulenti, ci hanno chiesto in che modo fosse possibile proteggersi. Reagii inizialmente con una battuta, suggerendo di chiudersi dietro ad un vetro come in alcuni sportelli bancari. La realtà è infatti che difficilmente è possibile proteggersi in un luogo come la farmacia. A meno che non si trovi un metodo che possa garantire una costante sterilizzazione dell’ambiente».

Così, assieme ad una collaboratrice, Oliviero ha scoperto che all’estero alcuni ambienti vengono trattati con l’ozono. «Si tratta di un gas – prosegue l’esperto – con il quale abbiamo spesso a che fare. Quando è brutto tempo, le nuvole tra loro creano attriti e cariche positive e negative, che come noto generano micro o grandi scariche elettriche, ovvero fulmini. Questi archi elettrici, quando vengono creati generano ozono. In natura, dunque, esso si produce automaticamente. Tanto da creare anche una protezione nell’atmosfera. Quando invece l’ozono si forma tra le nuvole, viene catturato dall’acqua che diventa poi pioggia. Così, quando questa arriva al suolo, per i primi minuti lascia a terra un odore particolare, che noi chiamiamo “odore della pioggia” ma che in realtà altro non è che, appunto, ozono». Ma quali sono le proprietà di quest’ultimo? «L’ozono ha un potere altamente ossidante. Su un batterio, che è ricoperto da una proteina, un po’ come fosse la sua “pelle”, l’ozono funziona come l’acido muriatico sulla pelle umana: dissolve la pelle, lascia il batterio scoperto e lo fa morire. Lo stesso accade con i virus o con le uova di alcuni insetti».

In altre parole, «l’ozono si comporta come elemento di sterilizzazione. È per questo che abbiamo scelto di implementare la soluzione nelle farmacie. Inizialmente abbiamo trovato un solo produttore di piccole apparecchiature, in Spagna. Quest’ultimo ha però in breve aumentato fortemente i prezzi e allora ci siamo chiesti se fosse possibile produrlo direttamente. Oggi la nostra azienda propone quindi ozonizzatori pensati specificatamente per le farmacie. Ne abbiamo già venduti molti e sappiamo che i farmacisti non li utilizzano soltanto nelle aree vendita, ma anche nel magazzino, per soddisfare le regole sulle buone pratiche di conservazione dei medicinali. Un successo tale che oggi ne produciamo anche per pediatri e perfino per uso domestico».

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