Studi ed Analisi

Gestione scompenso cardiaco, in uno studio la collaborazione tra farmacisti ospedalieri e territoriali

Una ricerca in Giappone ha dimostrato la riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco dopo l’intervento di farmacisti ospedalieri e territoriali.


Lo scompenso cardiaco ha un elevato tasso di riospedalizzazione, ma l’intervento di un team multidisciplinare si è rivelato efficace nel ridurre tale rischio. È quanto emerso nello studio giapponese “The impact of a heart failure management protocol based on a hospital-community pharmacist collaboration”, pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of pharmaceutical health care and sciences”. I ricercatori hanno valutato l’efficacia di un protocollo di gestione dello scompenso cardiaco, applicabile dai farmacisti territoriali in collaborazione con l’ospedale.

Gestione dello scompenso cardiaco: il protocollo utilizzato

Lo studio ha coinvolto 68 pazienti (età media 80.8 anni, 60.3% uomini) con diagnosi di scompenso cardiaco. È stato sviluppato un protocollo per il follow-up regolare dei pazienti e la risposta alle riacutizzazioni, in collaborazione con i farmacisti. I pazienti che potevano ricevere il follow-up dai farmacisti territoriali sono stati inseriti nel gruppo di intervento, altrimenti nel gruppo di controllo. L’endpoint primario era la riammissione in ospedale, mentre l’endpoint secondario era un composito di riammissione, mortalità per tutte le cause, ospedalizzazione e dialisi per disidratazione o disfunzione renale. Ebbene, l’analisi dei dati ha mostrato un’incidenza significativamente inferiore di riammissione per scompenso cardiaco entro 360 giorni nel gruppo di intervento rispetto al gruppo di controllo.

Collaborazione tra farmacisti ospedalieri e territoriali

Alla luce delle evidenze, lo studio ha dimostrato l’efficacia di un protocollo di gestione dello scompenso cardiaco basato sulla collaborazione tra farmacisti ospedalieri e territoriali. Definendo procedure chiare di monitoraggio e intervento, il protocollo ha consentito ai farmacisti di ridurre significativamente il rischio di eventi avversi come la riammissione per scompenso. Il follow-up regolare ogni due settimane dei farmacisti territoriali, con un tasso di aderenza dell’84,6%, ha suggerito l’utilità dell’approccio.

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