
È per questo che secondo Fregolent è necessario fornire «una risposta immediata che non può prescindere da un riassorbimento (che non è una sanatoria). Questo deve essere espresso attraverso, per esempio, una graduatoria per soli farmacisti titolari di parafarmacia. Deve però tenere conto di alcuni vincoli: una distanza minima (per tutelare le farmacie esistenti), l’esclusione di titolari di farmacia che possiedono una parafarmacia, il divieto di vendita per i prossimi 10 anni, il requisito di idoneità professionale, l’anzianità lavorativa e di titolarità di parafarmacia. In questo modo possiamo salvare i farmacisti titolari di parafarmacia, non tralasciando coloro che hanno mandato in fumo i loro investimenti e sono rimasti senza lavoro». La deputata democratica ricorda infine che sulla questione «si sono già più volte espressi anche i relatori del Ddl Concorrenza, Tomaselli e Marino, nonché la presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, De Biasi con una proposta che non comporta alcun impegno di spesa, essendo a costo zero e risolvendo definitivamente un problema lavorativo e professionale che non può più essere rimandato. Anche l’opposizione deve condividere, per senso di responsabilità, la necessità di risolvere questa emergenza».
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