La Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute ha pubblicato il documento «Raccomandazione per la manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide», con la finalità di fare chiarezza sulle modalità, le procedure e le best practices che gli utilizzatori presenti nei vari ambiti devono seguire nei casi in cui si renda impossibile e sconveniente l’utilizzo della formulazione integra delle differenti forme farmaceutiche orali solide. In questo senso, la “Raccomandazione n. 19” intende fornire indicazioni teoriche e pratiche al fine di garantire qualità e sicurezza nelle cure. «La Raccomandazione – si legge nel documento – fornisce indicazioni per la manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide (e quindi per la corretta gestione della terapia farmacologica orale) nei casi in cui non sia possibile somministrarle integre e quando le attività di allestimento non siano effettuate dalla farmacia». Nonostante ciò, il documento sottolinea che «per alcuni aspetti sono interessate le farmacie di comunità, gli studi/ambulatori dei Medici di medicina generale (Mmg) e dei Pediatri di Libera Scelta (PLS) e il domicilio del paziente».

Il trattato è suddiviso in più aree tematiche. Nello specifico, sono definiti gli “ambiti di applicazione”, le “azioni, informazione, formazione, comunicazione”, “implementazione della raccomandazione e monitoraggio della sua applicazione”, “segnalazione dell’evento sentinella”, ed infine “aggiornamento della Raccomandazione”. A questi seguono un allegato relativo alle “Tipologie di forme farmaceutiche solide”, una completa bibliografia e sitografia, l’elenco degli acronimi utilizzati ed un glossario. La stesura del testo pubblicato ha visto il coinvolgimento di diverse sigle tra cui quelle appartenenti alla filiera del farmaco. Hanno collaborato la Federazione ordini farmacisti italiani (Fofi) e la Società italiana farmacisti preparatori (Sifap), nella persona della sua presidente Paola Minghetti.

Nel dicembre del 2018 lo stesso dicastero aveva pubblicato un memorandum al fine di prevenire gli errori in terapia mediante un uso corretto di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli. «L’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli – spiegava il documento -­, sebbene sia una prassi consolidata durante le varie fasi di gestione del farmaco in ospedale e sul territorio, può indurre in errore e causare danni ai pazienti, come riportato dalla letteratura nazionale ed internazionale».

È possibile consultare le Raccomandazioni aprendo il link nella sezione “Documenti allegati”.

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