C’era tempo fino al 30 settembre 2021 per inviare le domande al fondo assistenziale voluto dalla Fofi, di importo complessivo di 2 milioni di euro, volto a finanziare iniziative in favore di farmacisti colpiti a vario titolo dagli effetti della pandemia da Covid-19. Ebbene, la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) ha reso noto che «ha provveduto ad erogare agli Ordini territoriali la prima tranche dei fondi relativi alle istanze ritenute valide dall’apposita Commissione di valutazione, istituita in attuazione delle deliberazioni del Consiglio Nazionale e del Comitato Centrale in materia di fondo assistenziale Covid-19, come da esiti della riunione tenutasi il 15 dicembre 2021».

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L’attività della Commissione di valutazione

La stessa Fofi ha fatto sapere che la Commissione di valutazione «si è poi riunita in altre due sessioni per esaminare le domande che, pur essendo state trasmesse dagli iscritti agli Ordini territoriali nei termini previsti dal bando, presentavano irregolarità nella documentazione o nelle dichiarazioni allegate, sanabili in applicazione dell’istituto giuridico del c.d. soccorso istruttorio, ovvero quelle che sono pervenute in ritardo dagli Ordini o sono state recuperate nel protocollo federale». In merito a tali casistiche, la stessa Federazione ha puntualizzato che «nelle prossime settimane provvederà a completare l’erogazione agli Ordini territoriali dei contributi relativi a tutte le istanze con esito positivo nelle riunioni del 19.1.2022 e del 9.2.2022 (o nell’ultima che si svolgerà entro il prossimo 21 febbraio) della suddetta Commissione. A ciascun Ordine, unitamente all’invio dei fondi, sarà trasmesso l’elenco dei farmacisti che avranno diritto ad ottenere il sussidio e il relativo importo».

Le diverse aree di intervento

È utile ricordare che le aree di intervento riguardano il «contributo ai farmacisti ricoverati per covid-19», destinato ai «malati ricoverati in ospedale o casa di cura per patologia da Covid-19 a parziale ristoro per la malattia durante il periodo di degenza». Il «contributo ai farmacisti che hanno perso lavoro e contributo ai farmacisti in cassa integrazione causa Covid-19» mirato al «sostegno degli iscritti che hanno perso il lavoro a causa del Covid-19 e a sostegno degli iscritti dipendenti di aziende che a causa del Covid-19 hanno fatto ricorso alla cassa integrazione». Un’ultima area è relativa al «sostegno alla genitorialità», ovvero «un contributo ai farmacisti genitori con almeno un figlio di età inferiore a sei anni, che non abbiano beneficiato di altra misura di sostegno di analoga natura corrisposta da enti e/o organismi di categoria».

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