«Chiediamo ad Aifa l’istituzione di un tavolo di confronto urgente che coinvolga le società scientifiche e i pazienti al fine di concordare una nota limitativa e condivisa sulla rimborsabilità della vitamina D, definendo precisi criteri per individuare gli aventi diritto, considerato che tale prodotto pesa 280 milioni di euro l’anno sulla spesa farmaceutica». È quanto propone Senior Italia Federanziani, federazione delle associazioni della terza età, a margine di un incontro svolto martedì 30 luglio 2019 presso la commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica. Occasione che ha visto riunita tutta la comunità medico-scientifica, senza alcuna rappresentanza dei farmacisti, per dare risposte alla preoccupazione emersa relativa alla presunta inutilità di determinati farmaci prescritti agli anziani.

Lo scorso 18 luglio, dopo la presentazione dell’edizione 2018 del Rapporto sull’uso dei farmaci in Italia, era scaturito un botta e risposta tra la stessa Federanziani e la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). Attraverso le pagine del proprio portale, l’associazione aveva chiesto ai medici il perché della prescrizione di determinati farmaci, tra cui la vitamina D, alla luce della presunta inutilità espressa da diversi relatori durante l’evento di presentazione del rapporto Osmed. Richiesta a cui Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, aveva ribattuto evidenziando che «ogni volta che un medico fa una prescrizione, quell’atto esprime tutte le competenze acquisite nel corso degli studi, e racchiude in sé le valutazioni diagnostiche, quelle di appropriatezza clinica, basate sulle migliori evidenze scientifiche personalizzate sul singolo caso e paziente, quelle sul rapporto rischio/beneficio».

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