I lavoratori della società Farmalvarion, operante nella distribuzione intermedia del farmaco, soggetta a direzione e coordinamento di Admenta Italia Spa, rilevata nel 2015 da Afm Spa, potranno contare, a partire dal 17 aprile 2019, su un accordo integrativo aziendale. A fornire i dettagli è la Camera del lavoro metropolitana di Bologna (Cdlm), aderente alla Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil), la quale spiega che «si è concluso un altro importante tassello nell’ambito delle relazioni sindacali, che ha permesso agli oltre 150 lavoratori del sito bolognese di migliorare significativamente le proprie condizioni economiche e normative». Nello specifico, potranno fruire, con riferimento alla parte salariale, di «un premio – si legge nella nota – sulla base degli indicatori di produttività del valore di 1.600 euro annui ed un ulteriore premio aggiuntivo certo di ulteriori 400 euro». In aggiunta a ciò, «sulla parte normativa – spiegano le sigle – un importante capitolo che prevede l’integrazione sulla maternità obbligatoria, malattia e infortunio al 100%, un contributo scuole infanzia pari a 400 euro, un bonus nascita/adozione figlio pari a 150 euro e l’istituzione di una polizza di assistenza sanitaria integrativa per tutti i dipendenti». Inoltre, nel contratto integrativo aziendale «sono state inserite altre norme che agevolano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, come congedi straordinari e/o trasformazioni temporanee a part-time, un pacchetto di ore di permesso straordinarie per cure oncologiche, il riconoscimento del congedo matrimoniale anche per le coppie di fatto certificate anche nei paesi esteri», oltre che «inserito un importante capitolo in materia di organizzazione del lavoro che ha come principale obiettivo una distribuzione più equa dei turni e dei carichi di lavoro, ed una maggiore volontarietà sui turni serali. Inoltre è stata prevista in sperimentazione l’istituzione di un conto ore individuale per il recupero delle ore straordinarie di lavoro in tempo libero». A distanza di sei mesi dall’inizio della trattativa, le sigle sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs, esprimono soddisfazione: «L’intesa raggiunta è il risultato di un lungo periodo di proficuo confronto che, anche attraverso un sistema di welfare aziendale, punta a dare risposte immediate e percettibili ai lavoratori, inoltre questo accordo pone le basi proseguire il confronto che si è appena avviato per le farmacie Afm Spa, facente parte dello stesso gruppo».

Nel marzo del 2018, come riportato dal giornale locale Resto del Carlino, i 42 dipendenti delle farmacie a marchio Lloyds presenti a Bologna, avevano minacciato di intentare una causa nei confronti di Admenta Italia, società proprietaria degli stessi negozi, a causa dei lamentati malcontenti relativi ad orario di lavoro, straordinari non pagati ed infine tagli alle indennità. In proposito, non era tardata una nota del Gruppo, che, rispondendo punto su punto alle problematiche sollevate dai farmacisti, aveva illustrato nel dettaglio gli interventi al fine di migliorare la qualità del lavoro. Tuttavia, a poco più di due mesi, nel maggio del 2018, il quotidiano BolognaToday aveva reso noto che una nuova agitazione era prevista nel settore delle comunali del capoluogo emiliano per l’11 maggio. «Si sciopera – aveva spiegato il giornale riportando le parole del sindacato autonomo Cisal terziario Paolo Sartori – per “mancanza di personale, turni di lavoro insicuri e faticosissimi, per compensare vuoti di organico, contratti scaduti da anni e non rinnovati, diseguaglianze nelle retribuzioni e una gestione sorda all’ascolto delle esigenze, in particolare delle lavoratrici”».

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