«Nel periodo considerato sono pervenute 56.110 segnalazioni su un totale di 18.148.394 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 309 ogni 100.000 dosi), di cui il 91% sono riferite a eventi non gravi, che si risolvono completamente, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Come riportato nei precedenti Rapporti, gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (85% dei casi)». È quanto ha fatto sapere l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), a margine della pubblicazione del Rapporto AIFA sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19, reso disponibile lunedì 10 maggio 2021 nella sua quarta versione. «Le segnalazioni gravi – evidenzia l’Ente governativo in materia di sicurezza del farmaco – corrispondono all’8,6% del totale, con un tasso 27 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione».

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Le segnalazioni relative ai vaccini Covid-19

In merito alle segnalazioni, l’Aifa ha precisato che «la maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (75%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (70,9% delle dosi somministrate), e solo in minor misura al vaccino Vaxzevria (22%) e al vaccino Moderna (3%), mentre non sono presenti, nel periodo considerato, segnalazioni relative a Covid-19 Vaccino Janssen (0,1% delle dosi somministrate)». Quanto alla valutazione dei casi italiani di trombosi venosa intracranica e atipica in soggetti vaccinati con Vaxzevria, l’Aifa ha evidenziato che «è in linea con le conclusioni della procedura dell’Agenzia Europa dei Medicinali». L’Aifa ha infine sottolineato che «in Italia, fino al 26 aprile 2021, sono state inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza 29 segnalazioni di trombosi venose intracraniche e 5 casi di trombosi venose in sede atipica. La maggior parte di questi eventi (22 casi, 65%) hanno interessato le donne con un’età media di circa 48 anni e solo in 1/3 dei casi circa gli uomini (12 casi, 35%) con un’età media di circa 52 anni. Il tempo medio di insorgenza è stato di circa 8 giorni dopo la somministrazione della 1a dose del vaccino Vaxzevria. L’approfondimento a livello nazionale di queste segnalazioni è condotto con il supporto di un “Gruppo di Lavoro per la valutazione dei rischi trombotici da vaccini anti-Covid-19”, costituito da alcuni dei massimi esperti nazionali di trombosi ed emostasi».

Le farmacie in attesa dei provvedimenti a carattere territoriale

Restando in tema di vaccini, è utile ricordare che la legge di Bilancio approvata alla Camera contiene una serie di norme che consentono ai farmacisti di erogare in sicurezza campagne di screening e vaccinali. «Si potranno somministrare i vaccini nelle farmacie – aveva commentato Marcello Gemmato, farmacista, parlamentare e promotore di un emendamento – sotto la supervisione di medici assistiti da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato. È ciò che dispone un mio emendamento alla legge di bilancio confluito, con determinate modifiche effettuate a seguito di mediazione tra Fratelli d’Italia, il centro destra unito e il ministero della Salute, nell’emendamento del Governo alla stessa legge che metterà a disposizione degli italiani il nuovo Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2». Ciò nonostante, la situazione sembrerebbe aver subito una battuta di arresto da parte di diverse Regioni, in attesa dei provvedimenti attuativi e delle disposizioni a carattere territoriale.

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