«La realtà è che in questi casi si è inevitabilmente legati alle procedure di gara, che sono stabilite dagli enti locali». È con queste parole che Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, commenta a FarmaciaVirtuale.it il nuovo bando lanciato dalla farmacia comunale di Corbetta per «l’erogazione di servizi professionali di farmacista». Che si baserà sul criterio di aggiudicazione «dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95, del decreto legislativo n. 50/2016, in base agli elementi elencati nel disciplinare integrale». La questione era emersa già nel 2017, quando la stessa farmacia aveva selezionato i propri collaboratori sulla base «del prezzo offerto più basso». E anche all’epoca il caso aveva fatto discutere. Gizzi ha ribadito al nostro giornale quanto già espresso nell’occasione precedente, ovvero il fatto che «scegliere questo tipo di criterio è del tutto legale».

Inoltre, il presidente dell’associazione di categoria sottolinea che «non abbiamo di fronte dei privati, ma un ente pubblico. Che risponde a criteri diversi. La qualità viene sempre garantita, ma su ogni voce non si può non dar peso anche al principio di “massima economia”. È per questo che anche da parte nostra non c’è modo di intervenire. E lo stesso legislatore immagino non lo faccia per garantire agli stessi enti il principio di autonomia, che oggi fa sì che si abbiano sul territorio aziende speciali, aziende consortili, società per azioni, alcune a capitale maggioritario pubblico, altre privato. E abbiamo addirittura dei Comuni che hanno dato la concessione al 100% a società esterne. Dal mio punto di vista rendere più uniformi alcune scelte sarebbe in qualche modo utile, ma va detto che la diversità è anche una ricchezza». Il dirigente ha infine confermato la propria netta contrarietà alle ipotesi di vendita delle farmacie da parte dei Comuni: «La farmacia presenta delle caratteristiche peculiari che sono in grado di garantire agli enti locali che le posseggono l’espletamento di un ruolo sociale fondamentale. Consentono loro di rimanere vicini al territorio e rappresentano uno strumento prezioso soprattutto per restare vicini alle persone più in difficoltà».

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