
In occasione della 158a sessione del comitato esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità, tenutasi a febbraio 2026, la Federazione farmaceutica internazionale (Fip) ha espresso sostegno deciso al progetto di Piano d’azione globale aggiornato sull’Antimicrobico-resistenza (Amr) per il decennio 2026-2036. L’organizzazione, che rappresenta oltre 5,5 milioni di farmacisti, educatori e scienziati in ambito farmaceutico a livello mondiale, ha valutato positivamente l’ambizione rinnovata del documento di ottimizzare l’uso degli antimicrobici. L’allineamento del Piano con le priorità della Fip, già ribadite nella “Dichiarazione di politica sulla mitigazione dell’amr attraverso la stewardship antimicrobica” adottata nel 2023, è stato considerato un intervento di non poco conto, essendo i farmacisti parte consistente degli operatori sanitari. La Federazione ha riconosciuto tra gli elementi centrali l’impegno a rafforzare i programmi di stewardship, ad ampliare la base di evidenze scientifiche, e a garantire accesso equo a farmaci antimicrobici di qualità.
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Stewardship antimicrobica come pilastro fondamentale
La Fip ha messo in luce come i farmacisti siano centrali nell’ottimizzazione dell’uso degli antimicrobici, pilastro essenziale della strategia dell’Oms. La professione è unica nel supportare una prescrizione appropriata con la revisione della terapia, la selezione del principio attivo o il dosaggio, nonché nell’assicurare il corretto utilizzo del medicinale tramite il coinvolgimento del paziente. È stato apprezzato l’enfasi del Piano sulla sorveglianza, ambito in cui i farmacisti svolgono un ruolo anche nel monitoraggio dei consumi, nell’identificazione di usi inappropriati, e nella segnalazione di medicinali substandard o falsificati. In tale direzione, la Fip sostiene politiche che garantiscano la fornitura di antimicrobici solo quando clinicamente indicato. Ulteriore elemento di convergenza è stato riscontrato nell’attenzione al rafforzamento delle capacità del personale sanitario e alla collaborazione interprofessionale, con la Fip che invoca una formazione strutturata e basata sulle competenze per preparare i farmacisti a guidare le funzioni core della stewardship.
Strumenti, formazione e impegno per una risposta globale.
La Fip ha ricordato il proprio impegno nel mobilitare la forza lavoro per interventi di stewardship ad alto impatto, citando il rapporto del 2025 sui programmi ospedalieri, che aveva messo in luce l’integrazione multidisciplinare e l’operato dei farmacisti. La Fip è impegnata nello sviluppo di strumenti specifici per la farmacia e di strategie per fornire indicazioni accurate e basate sull’evidenza a pazienti e comunità. Nel ribadire la gravità dell’Amr, emergenza di sanità pubblica globale con stime di fino a 10 milioni di decessi annui entro il 2050 e costi sanitari esorbitanti, la Fip ha richiamato l’approccio One Health, indispensabile per un fenomeno che trae origine dalla pressione selettiva esercitata dall’uso di antimicrobici negli esseri umani, negli animali, nelle piante e nell’ambiente.
Alleanza necessaria per tradurre il piano in azioni concrete
La Federazione si è dichiarata pronta a collaborare con l’Oms e gli Stati membri per tradurre il Piano d’azione in miglioramenti concreti per i pazienti, le comunità, e i sistemi sanitari di tutto il mondo. L’impegno della Fip si estende a promuovere sistemi di monitoraggio trasparenti, a sostenere la ricerca e lo sviluppo di antimicrobici attraverso modelli di finanziamento innovativi, e a rafforzare l’educazione continua dei professionisti della salute. Per la Fip, infatti, la lotta all’antimicrobico-resistenza è uno sforzo collettivo e coordinato, in cui la professione dei farmacisti è chiamata a ricoprire ruolo di leadership operativa e di advocacy, sia nella definizione delle politiche nazionali sia nella pratica clinica e comunitaria quotidiana.
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