Forse qualcosa è cambiato. La farmacia comunale di Corbetta, in Lombardia, ha indetto una nuova «selezione pubblica, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di tre farmacisti collaboratori, primo livello del Contratto collettivo nazionale di lavoro Assofarm, da impiegare presso le sedi della società». Tuttavia, dopo le polemiche suscitate da altri due bandi nei quali si indicava che la selezione sarebbe stata effettuata sulla base dell’offerta più vantaggiosa dal punto di vista economico per la struttura, stavolta la clausola non compare nel testo (disponibile integralmente sul sito Internet istituzionale della stessa farmacia, nella sezione “Amministrazione Trasparente / bandi di concorso / bandi in corso”). Potrebbe trattarsi di un caso, ma in ogni caso per la professione sembra senz’altro una buona notizia. La scelta sarà effettuata infatti sulla base dei titoli dei candidati. Questi ultimi, oltre a dover essere in «possesso di laurea in farmacia o chimica e tecnologie farmaceutiche o farmacia e farmacia industriale o equipollenti ai sensi dei decreti ministeriali vigenti, ovvero laurea specialistica del nuovo ordinamento e lauree equiparate ex dm 509/1999 e dm 270/2004», dovranno soddisfare un’altra serie di requisiti.

Ovvero – tra gli altri – l’iscrizione all’Albo, il godimento dei diritti civili e politici, il «non essere stati destituiti o dispensati dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione per persistente insufficiente rendimento, ovvero non essere stati dichiarati decaduti da un impiego statale per aver prodotto documenti falsi o viziati da invalidità insanabile» o ancora l’assenza di condanne penali. Al vaglio dei titoli verrà poi aggiunto un esame: «La Commissione esaminatrice dispone di un punteggio complessivo pari a settanta punti ripartito secondo le modalità di seguito riportate: valutazione dei titoli, punti 10; prova scritta, punti 30; prova orale, punti 30».

Inoltre, la «valutazione complessiva del curriculum vitae» prevede «massimo 8 punti, di cui 2 punti per titoli vari, ad es. nel caso di titoli o iscrizioni ad albi, fino ad un massimo di 6 punti nel caso di esperienza in farmacie private o in farmacie comunali, anche non continuativa, con qualsivoglia rapporto di lavoro, anche da libero professionista, con assegnazione di 1 punto per ciascun semestre compiuto di esperienza». La prova scritta consisterà «nella redazione di un elaborato nelle materie di esame a risposta multipla e/o nell’elaborazione di quesiti a risposta aperta volti ad accertare la preparazione teorica del candidato, ma anche le soluzioni tecniche e operative che il medesimo è in grado di dare». La prova orale sarà effettuata infine tramite «un colloquio psico-attitudinale atto a verificare le conoscenze e a misurare le competenze nelle medesime materie sopra indicate».

© Riproduzione riservata