Il servizio di Striscia la notizia dedicato alla carenza del farmaco anti-Parkinson Sinemet, seguito dall’appello di Luciana Litizzetto nel corso della trasmissione Che tempo che fa di domenica 12 maggio, nonché di varie associazioni di consumatori, tutti sostenuti dalla forza delle associazioni dei pazienti, ha certamente provocato una reazione a catena virtuosa che ha portato l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a predisporre una determina contenente «l’elenco dei medicinali che non possono essere sottratti alla distribuzione e alla vendita per il territorio nazionale al fine di prevenire o limitare stati di carenza o indisponibilità».

Non sono bastate dunque le numerose e continue sollecitazioni provenienti dagli attori della filiera, in ultimo quella di Federfarma, nei confronti degli organi governativi. A porre un freno – quantomeno temporaneo – al problema sono state decisive la pressione ed il risalto mediatico pubblico conferito alla problematica, di cui si è presa carico lo stesso ministro della Salute, Giulia Grillo.

Tuttavia, come ben sanno i farmacisti territoriali, il problema della carenza dei farmaci non si ferma al Sinemet. Anzi, si potrebbe dire che il farmaco in questione rappresenta la sola punta dell’iceberg. Sono infatti decine le molecole soggette a limitazioni, dovute principalmente alla sottrazione di quantitativi dal mercato italiano – in parte dalle stesse farmacie che operano come grossisti – in favore del mercato estero. Queste carenze riguardano farmaci di uso comune che, sebbene sostituiti dai propri equivalenti, rendono non certo facile la vita al farmacista, ma soprattutto al paziente. È bene allora evidenziare che la problematica non riguarda solo il noto farmaco anti-Parkinson ma numerosi farmaci utilizzati nelle svariate patologie. Tra questi Adalat Crono, Bivis, Ciproxin, Congescor, Deursil, Epargriseovit Fiale, Ezetrol, Femipres Plus, Glazidim, Keppra, Pritor, Pritorplus, Sotalex, Spiriva Handihaler.

Farmaci che, a quanto pare, continuano a far gola ai mercati europei e che alimentano il “parallel trading”, sul quale l’Unione europea non è sinora intervenuta per porre fine a questa anomalia. Sta di fatto che, se vogliono, come evidenziato nella determina dell’Aifa, le autorità possono intervenire e risolvere seppur temporaneamente il problema, lasciando un po’ di respiro agli approvvigionamenti di tali farmaci e rendendo meno oneroso il lavoro del farmacista territoriale.

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