In una nota diramata lo scorso maggio, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in collaborazione con la Bayer Spa, aveva reso noto del possibile «rischio di meningioma durante l’uso prolungato di ciproterone acetato (Androcur 50 e medicinali equivalenti) nelle donne». Alcuni mesi dopo, nel luglio del 2019, la stessa Aifa aveva diffuso una nota dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) contenente alcuni dettagli relativi all’avvio della revisione dei medicinali contenenti ciproterone.

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Con una nota diramata il 14 febbraio 2020, il Comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Ema ha raccomandato che «i medicinali con un dosaggio giornaliero uguale o superiore a 10 mg di ciproterone – si legge nel documento – devono essere utilizzati solo per condizioni androgeno-dipendenti come l’irsutismo (crescita eccessiva di peli), alopecia (caduta di capelli), acne e seborrea (pelle eccessivamente oleosa), quando altre alternative terapeutiche, incluso il trattamento con dosaggi più bassi, hanno fallito». Dunque, «una volta che dosaggi più alti hanno iniziato a dare una risposta terapeutica, il dosaggio deve essere gradualmente ridotto alla dose efficace più bassa». Ciò sebbene «il rischio di meningioma da medicinali contenenti ciproterone, soprattutto quando vengono assunti a dosi elevate (25 mg al giorno o più) è risultato molto basso».

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