Il nuovo termine per aderire al servizio di consultazione online dell’Agenzia delle entrate è fissato per il 29 febbraio 2020. Ne dà notizia lo stesso ente, il quale rende noto che «l’allungamento dei tempi si è reso necessario, tra l’altro, per consentire il completamento degli interventi tecnici derivanti dalle modifiche apportate alla disciplina dal Dl n. 124/2019». Entro tale data, i diversi operatori Iva o i loro intermediari delegati e i consumatori finali potranno aderire allo strumento di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse o ricevute tramite Sistema di interscambio (Sdi). In merito alla proroga, l’Agenzia precisa che la nuova legge di Bilancio «ha stabilito nuovi termini per la memorizzazione delle fatture elettroniche e ha disposto un ampliamento dell’utilizzo dei dati in esse contenuti da parte dall’Amministrazione finanziaria, una volta avuto il via libera del Garante della privacy». Nel dettaglio, «si tratta di interventi, chiarisce il provvedimento, che hanno richiesto da un lato adeguamenti tecnici e infrastrutturali e, dall’altro, la necessità di definire con l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali le “misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati».

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È utile sottolineare che se non si aderisce al servizio entro il 29 febbraio 2020, il contribuente non potrà più consultare le sue fatture elettroniche emesse e ricevute presenti sul portale dedicato e l’Agenzia procederà alla cancellazione dei file xml memorizzati entro entro 60 giorni. La possibilità di consultare i documenti elettronici direttamente sul portale dell’Agenzia delle entrate si aggiunge alle modalità offerte dai vari provider di servizi. Lo scorso marzo FarmaciaVirtuale.it ha raccolto le opinioni dei farmacisti a due mesi dall’avvio della fatturazione elettronica. Quasi la metà dei farmacisti (46%) ha affermato di essersi affidata a Promofarma, mentre circa un terzo (32%) ad una software house (come nel caso di PharmaInvoice o EntryEdoc). Il 14% ha dichiarato invece di aver usufruito di un soggetto esterno (come Aruba o Buffetti).

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