La distribuzione del farmaco è al centro di un’indagine promossa dalla Commissione Affari sociali della Camera, al fine di rivalutare il meccanismo e i punti critici di un sistema ormai datato, alla luce delle evoluzioni del sistema sanitario. Nello Martini, presidente della Fondazione Ricerca e Salute (ReS), ha seguito le varie fasi dell’indagine e condivide con FarmaciaVirtuale.it le proprie considerazioni su quanto emerso nel corso dei lavori. «L’indagine in merito alla distribuzione diretta e per conto – spiega il dirigente – ha aperto di fatto un dibattito che va molto al di là della discussione sui canali distributivi o sul fatto che alcuni farmaci debbano essere distribuiti dalla farmacia ospedaliera piuttosto che dalle farmacie territoriali. È emerso infatti, in maniera molto chiara, che parlare di distribuzione e canali distributivi significa parlare dell’intera governance farmaceutica, perché scegliere un canale significa intervenire sui tetti di spesa, sullo sforamento degli acquisti diretti, sul payback, su chi prescrive e chi distribuisce». Martini sottolinea inoltre la necessità di riportare all’unitarietà il sistema distributivo, che attualmente presenta molte differenze tra una Regione e l’altra, per offrire un accesso al farmaco uguale per tutti i pazienti.

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Ricollocare i farmaci nel giusto canale

Un ulteriore elemento su cui Martini si sofferma è l’esigenza di ricollocare i farmaci nel corretto canale distributivo. «In questi anni – evidenzia – molti farmaci di fascia A per le patologie croniche sono stati inseriti nella Dpc per avvicinare il farmaco al paziente. Questa scelta, però, ha creato uno squilibrio nei tetti di spesa, in quanto i farmaci della Dpc rientrano negli acquisti diretti, incrementando lo sforamento della spesa di questi, a fronte di un risparmio della spesa convenzionata delle farmacie. Questo risparmio, però, non è tornato al settore farmaceutico, ma è rimasto nei budget delle Regioni. Tali incongruenze devono essere considerate dalla Commissione e riportate nella relazione finale che servirà poi al potere legislativo per prendere provvedimenti normativi che ribilancino la distribuzione del farmaco». Secondo Martini è quindi fondamentale ricollocare i farmaci nel canale distributivo più adeguato, riportando alla farmacia quei medicinali che non hanno motivo di restare in distribuzione diretta, come molti di quelli destinati ai pazienti cronici. La scelta dei canali distributivi deve inoltre essere uguale in tutte le Regioni.

Un nuovo sistema di remunerazione

Martini auspica un ribilanciamento della distribuzione del farmaco, che vada anche a sostenere economicamente la farmacia. «Diversi farmaci usati per le patologie croniche e prescritti dai medici di medicina generale – afferma – devono tornare a essere gestiti dalle farmacie, che devono acquistarli e distribuirli direttamente, altrimenti la farmacia si impoverisce e limita la sua funzione a una mera distribuzione di prodotti che non conosce, screditando anche la propria immagine agli occhi dei cittadini. Serve una riforma normativa della governance farmaceutica con criteri di unitarietà di accesso per i pazienti ed equità di collocazione dei farmaci». Martini prende poi in esame la modalità remunerativa della farmacia che, a sua volta, necessita una revisione al passo con i tempi. «Il costo dei farmaci chimici era molto più contenuto e giustificava la remunerazione della farmacia con una percentuale sul prezzo del farmaco. Ma gli attuali medicinali biotecnologici hanno un costo notevolmente più elevato e non sarebbe possibile mantenere, su questi farmaci, la stessa percentuale. È quindi opportuno trovare un sistema di remunerazione che valorizzi la professionalità del farmacista, con un’adeguata fee, uguale su tutto il territorio, che vada a remunerare l’atto professionale».

L’intervista integrale

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