Le commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato hanno concesso, nella serata di giovedì 24 gennaio, il loro via libera al disegno di legge in materia di “Sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione”. Il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 12 febbraio, sarà da lunedì alle 10 all’esame dell’Aula. Una volta concessa l’approvazione da parte di Palazzo Madama, il testo dovrà passare all’esame della Camera per l’ok definitivo. Come riferito da FarmaciaVirtuale.it ai propri lettori, nel corso della loro trattazione, le commissioni parlamentari hanno approvato alcuni emendamenti in materia di farmaci orfani e malattie rare.

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Tuttavia, alcuni che avrebbero introdotto importanti novità nel settore sono stati respinti o accantonati: in particolare quelli che avrebbero posto un freno a quanto disposto dalla legge sulla Concorrenza. Come noto, infatti, quest’ultima ha aperto la strada all’ingresso delle società di capitale nelle farmacie. Alcuni parlamentati hanno perciò proposto di ridurre la presenza dei soggetti non farmacisti ad una quota massima pari al 49% del capitale, garantendo così il controllo dei pacchetti di maggioranza a persone appartenenti alla categoria. Un altro tema che si è poi cercato di far entrare nel ddl Semplificazioni è quello della possibile liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C anche all’interno delle parafarmacie. Anche in questo caso, i relativi emendamenti sono stati accantonati.

È stato invece approvato il 22 gennaio un emendamento in materia di “sostegno alle attività delle farmacie”: esso punta a dimezzare il tetto massimo imposto dalla legge sulla Concorrenza alle catene di farmacie che potrebbero venirsi a creare all’interno delle singole regioni. Il limite, ad oggi, è fissato al 20%, su base appunto regionale: l’idea è di farlo scendere al 10%. In più di un’occasione, esponenti della categoria dei farmacisti avevano sottolineato come il tetto attuale non sia sufficiente a garantire la concorrenza a livello nazionale, poiché, in linea teorica, pochi soggetti potrebbero arrivare a controllare la quasi totalità della rete sul territorio.

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