Aboca, azienda erboristica italiana operante nella coltivazione di piante officinali e nella produzione e commercializzazione in Italia e nel mondo di prodotti fitoterapici, si pronuncia in merito alla questione della possibile correlazione tra insorgenza di epatite colestatica acuta e consumo di prodotti a base di Curcuma. Come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, a partire da maggio del 2019, su segnalazione dell’Istituto superiore della sanità (Iss), il ministero della Salute ha disposto la massima cautela e la sospensione a titolo precauzionale per l’assunzione di diversi prodotti a base di Curcuma che avrebbero causato 19 diversi episodi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa.

Problematica che, seppur non abbia interessato i prodotti di Aboca, ha spinto la stessa azienda a fornire una posizione su quanto sta accadendo. «Tale circostanza – spiega una nota del gruppo – non si riferisce né può essere estesa a tutti i prodotti che contengono Curcuma ed estratti di Curcuma standardizzati ma non purificati. Questi infatti – prosegue la nota – si differenziano dalla curcumina di cui sopra per contenere le sostanze complesse naturalmente presenti nella Curcuma da cui derivano i benefici salutistici di questa pianta e dei suoi estratti. Tra queste sostanze vi è appunto la curcumina, ma con livelli di concentrazione non paragonabili a quelli impiegati nei prodotti oggetto di indagine e non raggiungibili nel rispetto della naturalità della materia prima e dell’impiego alimentare».

Per questo motivo, Aboca comunica che «non vi sono elementi di rischio relativi ai prodotti Aboca e Planta Medica contenenti Curcuma ed estratti di Curcuma». Nello specifico Epakur Advanced (tutte le referenze della linea a marchio Aboca), Epakur (tutte le referenze della linea a marchio Planta Medica prodotte da Aboca), Lenodiar Adulti (Aboca), Epurderm Neodetox (Planta Medica, prodotto da Aboca), ed infine Fitomagra On Dieta (Aboca). «Tutti i lotti in commercio dei suddetti prodotti – conclude Aboca – possono essere acquistati ed utilizzati in sicurezza conformemente alle indicazioni riportate in etichetta». Sullo stesso tema era intervenuta Federsalus. Per l’occasione, l’associazione in rappresentanza dei produttori e distributori di prodotti salutistici, aveva sollecitato le autorità «al rapido espletamento di tutte le verifiche necessarie, richiamandole al principio legale di proporzionalità nelle disposizioni delle misure di sicurezza coerentemente alle evidenze oggi disponibili».

© Riproduzione riservata