Sono in totale 136 i farmacisti titolari o soci di parafarmacia che beneficeranno del contributo una tantum assegnato dall’Enpaf in favore dei richiedenti aventi diritto. Coloro invece che, per vari motivi, non sono riusciti a poter accedere a tale misura di aiuto, sono 86, per un totale di 222 richiedenti. A darne notizia è lo stesso ente, il quale evidenzia che «il Direttore Generale dell’Enpaf, con provvedimento n.19 del 30 gennaio 2019, ha approvato la graduatoria per l’assegnazione del contributo assistenziale su indicato». L’Enpaf, inoltre, rende noto che «il Consiglio di Amministrazione, con deliberazione n.5 del 24 gennaio 2019, ha disposto di incrementare di ulteriori euro 150.000,00 lo stanziamento economico di euro 550.000,00 già deliberato con proprio provvedimento n.46/2018», ciò al fine di liquidare «tutte le istanze dei richiedenti aventi diritto che, altrimenti, non avrebbero trovato capienza nello stanziamento iniziale».

Con riferimento alle modalità di pagamento del contributo assistenziale, esso «avverrà con valuta 15 febbraio», inoltre, «per ciascun avente diritto al contributo, in graduatoria e’ indicato l’importo lordo». A tal proposito l’ente ricorda che «in relazione alla forma individuale o societaria dell’esercizio commerciale, il regolamento che disciplina l’iniziativa prevede due differenti tabelle di importo del contributo. Pertanto, in graduatoria sono presenti beneficiari ai quali è stata erogata una somma differente, pur in presenza del medesimo punteggio».

Ulteriori dettagli riguardano le modalità di invio della Certificazione Unica, che sarà inviata a domicilio entro il tempo utile per la dichiarazione dei redditi. Inoltre, «le richieste di informazioni dovranno essere inoltrate esclusivamente tramite comunicazione postale o PEC indirizzando la richiesta all’Enpaf, Ufficio Assistenza». Per la parte relativa ai ricorsi, l’Enpaf ricorda che «dovranno essere indirizzati al Comitato Esecutivo dell’ENPAF ed inviati esclusivamente tramite raccomandata a.r. entro il 6 marzo 2019.

Lo scorso ottobre, Emilio Croce, presidente dell’Enpaf, aveva definito tale intervento come una «risposta alle difficoltà della categoria», osservando che «come ogni anno, il Consiglio di amministrazione dell’Ente non dimentica coloro che esercitano la professione in una condizione, spesso, di disagio economico». In tal senso, il dirigente aveva spiegato che «le iniziative assunte siano la migliore risposta della Fondazione alle difficoltà della Categoria. Ormai, sempre più l’ente è impegnato nel settore del welfare allargato, che comprende anche le ulteriori iniziative, assunte in favore di coloro che sono in stato di disoccupazione involontaria, nonché la copertura sanitaria per i grandi interventi e la Long Term Care, estese a tutti gli assicurati attraverso l’Emapi».

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