«Le piante e i loro derivati sono spesso impiegati come costituenti di prodotti cosiddetti “naturali” e di integratori alimentari, che sono oggi sempre più utilizzati. Il fatto che si tratti di prodotti di origine naturale non significa necessariamente che siano privi di effetti collaterali». È in sintesi quanto emerso a margine della seconda giornata dei lavori del primo meeting congiunto sulla farmacologia dei prodotti naturali a Napoli dal 24 al 26 febbraio 2022, organizzato da Società italiana di farmacologia (Sif), Società italiana di farmacognosia (Siphar) e Iuphar Mediterranean group of natural products pharmacology (Imgnpp), patrocinato da Federfarma Napoli, dall’Ordine dei Farmacisti di Napoli e dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, e supportato da diverse aziende partner tra cui Guacci Spa, operatore della distribuzione intermedia. Al Congresso partecipano esperti di vari campi, dalla botanica alla fitochimica, dalla farmacognosia alla nutraceutica e agro-alimentare. Gli studiosi riunitisi hanno ricordato che l’uso inappropriato degli integratori «può determinare conseguenze, anche gravi, per la salute» e per questo motivo «è necessario monitorare attentamente le reazioni avverse che possono derivare dal loro utilizzo e stabilire una corretta informazione per i consumatori sul profilo di sicurezza e del rapporto rischio/beneficio dei prodotti».

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Informare correttamente consumatori

Francesca Menniti Ippolito, coordinatore del Sistema nazionale di Fitosorveglianza e sulla sicurezza dei prodotti di origine naturale presso l’Istituto superiore di sanità (Iss), ha ricordato che «l’Italia è tra i massimi consumatori di integratori alimentari in Europa». Alla luce di questa evidenza «è fondamentale informare correttamente i consumatori e aumentare la consapevolezza sui prodotti di automedicazione non bisogna sottovalutare la possibilità di eventi avversi, che possono derivare non solo dai prodotti in sé ma anche dell’uso improprio che se ne può fare. Le società scientifiche in quest’opera di informazione possono essere di grande aiuto».

Diffidare dal mercato digitale degli integratori di origine vegetale

Secondo Agostino Macrì, responsabile alimentazione dell’Unione nazionale consumatori, «chi acquista integratori di origine vegetale diffidi del mercato digitale dove è facile trovare prodotti non controllati e non notificati al ministero della Salute. Molto meglio recarsi in farmacia, parafarmacia, erboristeria o anche al supermercato e acquistare prodotti realizzati da aziende italiane conosciute e controllate in Italia. Soprattutto, bisogna diffidare di quei prodotti che promettono risultati mirabolanti (ad esempio dimagranti o afrodisiaci)». Per il dirigente «non esistono prodotti miracolosi» e dunque «occorre imparare a leggere con attenzione le etichette dei prodotti perché dietro il miraggio del “naturale” a volte si nascondono farmaci il cui nome non viene dichiarato esplicitamente, come nel caso di farmaci anoressizzanti inseriti dentro integratori alimentari per dimagrire».

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