Siamo due farmacisti dipendenti di farmacia privata e un farmacista socio di società titolare di farmacia rurale sussidiata; in caso di partecipazione in forma associata tra noi tre al concorso straordinario e di eventuale assegnazione di una sede farmaceutica, dobbiamo abbandonare l’attuale posto di lavoro?

[Se vuoi ricevere tutte le novità iscriviti gratis alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Arriva nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Apri questo link]

L’art. 8 della l. 362/91, come è stato scritto anche qui ripetutamente, prevede l’incompatibilità della posizione di socio di società titolare di farmacia con qualsiasi altro rapporto di lavoro pubblico o privato, e quindi i due farmacisti dipendenti, in caso di assegnazione di una farmacia e di conseguente formazione della società tra Voi, dovranno necessariamente lasciare il proprio posto di lavoro.

Diversa è invece la posizione del terzo concorrente, perché secondo noi egli potrebbe conservare la quota sociale attualmente posseduta e partecipare liberamente alla società di persone con gli altri due; la tesi ministeriale, come avrete rilevato ormai da tempo, è però diversa, e questo – se non interverranno tempestivamente adeguati ripensamenti – potrebbe di per sé costituire un problema perlomeno sul piano pratico.

L’Amministrazione competente, infatti, si allineerebbe forse a questa tesi, costringendo l’interessato – pena il diniego di rilascio della titolarità a favore della società (e/o della contitolarità a nome dei tre soci) – a cedere previamente la quota sociale oggi posseduta. Lo scenario che sotto questo aspetto si profila è naturalmente preoccupante.

(mauro giovannini)

Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia

Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.