Una collega che partecipa con me è laureata in CTF ed ha conseguito dottorato e borse di studio presso la facoltà di medicina; noi temiamo che la commissione esaminatrice farà il bello e il cattivo tempo, però le borse di studio, le specializzazioni e i dottorati devono riguardare necessariamente la facoltà di farmacia?

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Intanto, non è vero che “la commissione esaminatrice farà il bello e il cattivo tempo”, perché la discrezionalità tecnica della Commissione è sostanzialmente circoscritta ai soli criteri di valutazione dei titoli per i quali il DPCM ’94 prevede un punteggio “fino a…”, e anzi si tratterà di criteri che in pratica finiranno – nei vari concorsi – per omologarsi gli uni agli altri, e quindi non dovrebbero in ultima analisi derivarne conseguenze stravaganti, inique, ecc.

Quanto a specializzazioni, dottorati e borse di studio, la prassi sembra orientata nel senso di riconoscere – del complessivo punteggio massimo di 0.40 – uno 0.20 alle prime, uno 0.10 ai secondi e il residuo 0.10 alle borse di studio.

Piuttosto, secondo il DPCM, le specializzazioni ecc. devono essere effettivamente “relative” alla facoltà di farmacia, e perciò deve trattarsi di materie riguardanti quest’ultima; se invece inerenti alla facoltà di medicina, possono aver rilievo nel concorso straordinario soltanto le specializzazioni ecc. che abbiano per oggetto materie incluse nel corso di studi della facoltà di farmacia. Posto che ve ne siano…

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