Ho 58 anni e ho venduto la mia farmacia nel 2001; l’anno dopo ho acquistato una quota del 30% di una sas che dopo qualche tempo ho ceduto acquisendo il 50% di una snc. Posso partecipare al concorso straordinario se cedo a terzi questa quota? Non equivarrebbe ad una cessione di titolarità? E posso concordare il riacquisto della quota in caso di esito negativo del concorso straordinario farmacie?

I dieci anni di preclusione sono ormai decorsi interamente e quindi, se provvede a cedere – a titolo oneroso o gratuito – la quota sociale anteriormente alla data di scadenza (quella che sarà) dei termini per la presentazione della domanda, Lei potrà senz’altro partecipare al concorso straordinario farmacie.

Infatti, lo ribadiamo ulteriormente, cedere una quota di una qualunque società titolare di farmacia e cedere una farmacia come tale (nella sua interezza e dunque come diritto d’esercizio e azienda commerciale unitariamente intesi) non sono affatto la stessa cosa, né sul piano civilistico in generale e neppure sullo specifico versante del
diritto delle farmacie, come è vero, ad esempio, che Lei si è potuto legittimamente rendere acquirente della quota di snc pur avendo ceduto a suo tempo una farmacia in forma individuale e successivamente acquistato e trasferito la quota di una sas.

Ma di tale pur inequivoca diversità non tiene conto l’art. 11 del dl. Crescitalia che esclude infatti dal maxi concorso “i farmacisti  titolari, compresi i soci di società titolari”, equiparando pertanto gli uni agli altri.

È un’anomalia che potrebbe avere qualche ripercussione in sede giurisdizionale, ma per il momento sta di fatto che, se Lei intende partecipare al concorso straordinario farmacie, deve appunto liberarsi tempestivamente della quota sociale, pur se potrebbe sempre raggiungere con il cessionario intese dirette – ricorrendo certe condizioni – anche alla retrocessione della quota.