gestione della farmacia«Quante volte abbiamo detto a noi stessi di non essere in grado o di non avere il tempo necessario per occuparci della gestione economica della farmacia? Quante volte abbiamo delegato al consulente fiscale tale incombenza, pur sapendo che non ha tutti i dati a disposizione?». A porsi le domande è Giuseppe Salvato, fondatore di Nuovidea e autore di “Farmacisti di Successo”, secondo il quale in questo modo i farmacisti «stanno solo sfuggendo ad uno dei compiti primari di un titolare: controllare la gestione». Secondo il dirigente, infatti, oggi «diventa sempre più urgente avere la consapevolezza di quanto margine garantiscono gli scaffali di ogni reparto della farmacia». Ma anche sapere «come aiutare ciascun collaboratore a fare meglio», ed essere coscienti di «quanto incidano quotidianamente le spese generali (personale, utenze, ammortamenti, locazioni, ecc.)», e del «punto di pareggio dei singoli reparti, come se fossero tanti e distinti “negozi”».
Salvato sottolinea soprattutto due aspetti che un titolare a suo avviso dovrebbe saper affrontare «anche in totale autonomia rispetto ai professionisti esterni: comprendere a quanto possa ammontare la propria “retribuzione”, e proiettare i consuntivi economici a fine anno predisponendo un budget, velocemente e in assenza di particolari competenze. La buona notizia è che tutto ciò non è affatto difficile da ottenere: gli ostacoli sono soprattutto di carattere psicologico, in quanto legati alle proprie abitudini». In particolare, per far funzionare il controllo di gestione della propria farmacia, occorre «in ordine di propedeuticità: desiderare davvero di dedicarsi meno al banco e più alla gestione; definire per se stessi un obiettivo: in quanto tempo si vogliono accrescere le proprie competenze in merito all’economia della farmacia; stabilire un momento della settimana a cui dedicare il tempo opportuno alle analisi gestionali; analizzare la qualità dei dati presenti nel proprio software gestionale, sapendo che basta selezionarne pochi ma significativi, senza perdersi tra migliaia di numeri; applicarsi, applicarsi, applicarsi, sapendo che il risultato sarà quello di aggiungere valore alle cifre al fine poter prendere decisioni guardando al futuro».

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