I deputati Wanda Ferro e Marcello Gemmato, del gruppo Fratelli d’Italia, hanno depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, indirizzata alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero della Salute e al ministero della Difesa. Nel testo viene ricordato dapprima che «il 3 aprile 2020 l’azienda Sanofi s.p.a. ha notificato all’Aifa il rischio di carenza per il farmaco Plaquenil, a base di idrossiclorochina, proprio mentre un’associazione di pazienti reumatici manifestava la propria preoccupazione rispetto alla possibile indisponibilità di quantità di farmaco sufficienti a garantire la continuità terapeutica per le indicazioni autorizzate».

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Ciò sulla base della «denuncia – si legge nel testo – arrivata anche dal segretario di Federfarma Roma, secondo cui il Plaquenil, l’antimalarico su cui si sono accessi i riflettori per i possibili effetti contro Covid-19, è “in rottura di stock da una ventina giorni. La situazione è a macchia di leopardo, possono esserci 2-3 confezioni in qualche farmacia a seconda dei giorni, ma il farmaco non si trova praticamente più. La richiesta è molto aumentata”».

Tuttavia, precisano i parlamentari, «di fatto, il farmaco Plaquenil non è in carenza, ma la richiesta è talmente elevata (5 volte il consumo medio storico con un trend in costante crescita) che si verificano indisponibilità presso grossisti e farmacie: se da un lato, infatti, viene solitamente utilizzato per il trattamento di malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, la sindrome di Sjogren o il lupus eritematoso sistemico (Les), motivo per cui i pazienti che «vivono» di questo farmaco ne stanno facendo scorte, preoccupati di non riuscire più a trovarlo, dall’altro il boom del Plaquenil è dovuto anche al via libera dato dall’Aifa per il trattamento dei casi meno gravi di infezione da Sars-CoV-2».

Alla luce di ciò «il risultato è che in pochi giorni il Plaquenil e gli altri farmaci a base di idrossiclorochina sono diventanti merce rara nelle farmacie di tutto il territorio nazionale, con il rischio che persone affette da artrite reumatoide, sindrome di Sjogren o LES rischiano di dover interrompere le terapie». Per i fatti esposti, Ferro e Gemmato chiedono «se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, accertato il rischio di carenza per il farmaco Plaquenil, se non ritenga di autorizzare lo Stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze alla produzione di farmaci a base di idrossiclorochina, al fine di garantire la continuità terapeutica dei pazienti affetti da patologie di ambito reumatologico già in trattamento cronico con idrossiclorochina e assicurare la disponibilità del farmaco anche per i pazienti con malattia Covid-19, evitando al contempo fenomeni di accaparramento».

Lo scorso marzo la sigla “Farmacie rurali d’Italia” aveva inviato una nota al ministro della Salute chiedendo chiarimenti su una presunta anomalia distributiva riferita al farmaco Plaquenil. Più nel dettaglio, i firmatari Pasquale Sechi, Luigi Sauro, Alfredo Orlandi e  Roberto Grubissa, avevano rilevato che «il prodotto in questione è stato richiesto dai firmatari, nei depositi attivi nelle provincie di Belluno, Campobasso, L’Aquila ed Oristano, tutte provincie a forte impatto di realtà rurali, ricevendone sempre la dizione mancante».

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