«In questa crisi abbiamo pagato un pesante tributo in termini di colleghi contagiati e anche uccisi dal Covid-19, mentre lavoravano al servizio dei pazienti». Sono le parole di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), in seguito alle dichiarazioni di Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, nel ruolo di Commissario straordinario nell’emergenza coronavirus. «Voglio credere – prosegue Mandelli – che sia stata messa la parola fine a illazioni e sospetti assolutamente intollerabili sul nostro operato, che continueremo a svolgere con l’impegno di sempre».

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Nella stessa nota la Fofi ricorda che «fin dall’inizio della pandemia, la Fofi, quale rappresentante della professione ed ente sussidiario dello Stato, aveva denunciato che il mercato era fuori controllo e che le farmacie non erano in grado di garantire l’offerta di questi dispositivi attraverso i canali tradizionali».

Come riportato da FarmaciaVirtuale.it ai propri lettori, il commissario aveva affidato alcune dichiarazioni al vetriolo nei confronti dei farmacisti: «Non è il commissario che deve rifornire i farmacisti. Il commissario – si legge in una nota apparsa su corriere.it . rifornisce regolarmente regioni, sanità, servizi pubblici essenziali. E dal 4 Maggio anche i trasporti pubblici locali e le RSA, pubbliche e private. A titolo ovviamente gratuito. Le farmacie non hanno le mascherine purché le loro due società di distribuzione hanno dichiarato il falso non avendo nei magazzini i 12 milioni di mascherine che sostenevano di avere. Il prezzo massimo è stato fissato nell’esclusivo interesse dei cittadini, anche per evitare che chi oggi afferma di non avere mascherine e di aver bisogno delle forniture del Commissario, fino a qualche settimana le aveva e le faceva pagare ben di più ai cittadini».

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