«La Federazione dei farmacisti conferma la crescente indisponibilità di alcune categorie di medicinali che si sta registrando su tutto il territorio nazionale. Già prima dell’estate avevamo segnalato alle istituzioni la carenza di alcuni farmaci di uso comune, in particolare antidolorifici e antinfiammatori, dovuta a un maggior utilizzo di questi prodotti per il trattamento domiciliare dei sintomi del Covid. L’aumento delle richieste si somma agli effetti della crisi internazionale che penalizzano tutta la filiera del farmaco, causando evidenti disagi per i pazienti». È quanto ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), in un’intervista rilasciata a un’emittente locale.

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Difficoltà di approvvigionamento

Mandelli ha spiegato che «le difficoltà di approvvigionamento riguardano i principi attivi, ma anche i materiali necessari per il confezionamento dei prodotti farmaceutici come il vetro delle fiale, la pellicola di alluminio che chiude il blister o la plastica conformata per alloggiare le compresse. C’è poi il problema dell’aumento dei costi dell’energia e del caro carburante che si riversano sulle imprese produttrici e sulla catena distributiva, non essendo possibili fluttuazioni del prezzo dei farmaci che è deciso dallo Stato. Per questo, ci uniamo all’appello rivolto alla politica da parte di tutti gli attori della filiera affinché si affronti al più presto, e con una visione di sistema, una questione complessa che riguarda da vicino la salute e il diritto alla cura degli italiani».

L’importanza della prossimità delle cure

Secondo Mandelli «noi ‘operatori di trincea’ abbiamo segnalato prontamente il problema e ci siamo attivati per sopperire alle carenze di alcuni medicinali di origine industriale, in particolare di uso pediatrico, allestendo i preparati in laboratorio e dispensandoli senza necessità di ricetta medica. I farmacisti, ancora una volta, si sono dimostrati un elemento fondamentale per realizzare la prossimità delle cure, prossimità che è un’esigenza reale del Paese. L’invito ai cittadini resta quello di evitare inutili corse per l’accaparramento dei medicinali e di rivolgersi al farmacista di fiducia che è sempre a disposizione per informare e orientare sulla scelta del farmaco».

L’allarme dei distributori lo scorso luglio

Dall’inizio del 2021 i distributori intermedi hanno lanciato a più riprese l’allarme relativo all’incremento dei costi energetici e logistici. Le sigle avevano acceso i riflettori sulla problematica secondo cui «i rincari dei costi di energia e carburanti, la cronica sotto-remunerazione delle attività svolte, unite da ultimo alle difficoltà di approvvigionamento, rischiano di incrinare il servizio di distribuzione dei medicinali alle farmacie. Con disagi e disservizi facilmente immaginabili per i pazienti e le categorie più fragili della popolazione». Ciò denunciando anche la dinamica secondo cui, all’epoca dell’allarme, era «più complesso ottenere risposte tempestive dalla politica alle istanze richiamate dal settore, ormai da lungo tempo».

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