«In esito ai riscontri forniti da Ucb Pharma lo scorso 9 agosto e sulla base dei dati relativi alle giacenze disponibili forniti dall’azienda stessa, non risultano attualmente problemi che impattino sulla regolare produzione e fornitura dei tre medicinali». È quanto segnala una nota firmata da Luca Li Bassi, direttore dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), diramata da Federfarma ed inviata all’attenzione di diverse enti ed associazioni di categoria, citando la risposta dell’azienda produttrice dei farmaci Neupro, Keppra e Vimpat. Secondo quanto evidenziato dalla stessa Aifa, «per quanto riguarda l’esportazione degli stessi, dall’analisi approfondita dei dati forniti dal Sistema di Tracciabilità del farmaco, non risultano, ad oggi, flussi significativi che possano determinare problemi di approvvigionamento sul territorio nazionale».

Come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, lo scorso giugno Federfarma chiese all’Agenzia italiana del farmaco la possibilità di attuare il blocco delle esportazioni anche di tali medicinali, così come avvenuto per il farmaco Sinemet, per il quale fu applicata una specifica determina con la finalità di arginare il fenomeno dei farmaci carenti. Richiesta che però, come evidenziato dall’Aifa, è stata tutt’altro che accolta. Quanto alla situazione sul territorio, diversi farmacisti segnalano difficoltà di approvvigionamento dei suddetti farmaci, sia direttamente che attraverso distributori intermedi. Nello specifico, i farmacisti evidenziano procedure farraginose e condizioni economiche restrittive per l’ordine diretto dei farmaci oggetto di carenza. Inoltre, reclamano che tali medicinali sono indisponibili nell’ordine quotidiano inviato a gran parte dei distributori intermedi, rendendo difficoltoso l’approvvigionamento e generando ulteriori disservizi all’utenza.

A proposito della possibilità di fornitura dei quantitativi necessari, è utile evidenziare che la Commissione europea, in risposta ad un’interrogazione parlamentare presentata da Anna Fotyga, del gruppo dei Conservatori e riformisti europei, ha ribadito che «esiste inoltre l’obbligo di fornitura continua a copertura delle esigenze dei pazienti per i medicinali immessi in uno specifico mercato dell’Ue». Ne consegue che, sulla base di quanto sottolineato dal commissario Vytenis Andriukaitis, «in circostanze specifiche, la creazione deliberata di carenze di medicinali, ad esempio nel senso di un rifiuto di fornitura, può costituire una violazione delle regole di concorrenza sia europee che nazionali».

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