La cannabis terapeutica rappresenta ormai un’opportunità consolidata per medici, farmacisti e pazienti, con riferimento all’uso nelle diverse patologie per cui è autorizzata in Italia. Tuttavia, secondo quanto emerso nell’ultimo Congresso nazionale della Società italiana di farmacologia (Sif), svolto a Firenze dal 20 al 23 novembre 2019, nonostante siano passati più di dieci anni dall’introduzione, restano diverse le problematiche da affrontare. Nel dettaglio, la Sif evidenzia che persiste «la disomogeneità tra regione e regione, per quanto riguarda la facilità di accesso al farmaco, mediato dalla prescrizione del medico, a volte contrario, oppure dalla possibilità in sé di reperire la materia prima e quindi di trovarlo in farmacia, come molte associazioni di pazienti hanno denunciato». In aggiunta a ciò, la Sif puntualizza che «permane una certa variabilità, tra farmacie della stessa regione, nella preparazione galenica del prodotto finale e la mancanza di studi clinici in grado di stabilire i rapporti corretti tra i principi attivi di questi preparati (Thc e Cbd) in base alla malattia che si vuole affrontare».

«C’è una grande variabilità nella prescrizione di cannabinoidi tra regione e regione – spiega Alfredo Vannacci, professore associato di Farmacologia e Tossicologia dell’Università di Firenze e membro Sif -. Anche all’interno della stessa regione, pur essendoci linee guida ministeriali sulla preparazione galenica del prodotto finale, manca uno standard di produzione, per cui esiste una variabilità da farmacia a farmacia nella composizione del prodotto finale: il rapporto tra i due componenti principali, cioè THC e CBD non è sempre lo stesso». Quanto alla differenza evidenziata, la Sif evidenzia che «un paziente in terapia cronica che si reca presso due diverse farmacie può trovare due prodotti diversi, che hanno quindi un effetto leggermente diverso e, di conseguenza, effetti avversi differenti. Da risolvere, poi, una serie di criticità farmacologiche, legate proprio alla proporzione tra i due componenti principali dei cannabinoidi, cioè Thc e Cbd: a seconda della proporzione ci possiamo aspettare indicazioni terapeutiche diverse».

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