L’Agenzia francese per la sicurezza dei farmaci e dei prodotti sanitari (ANSM) ha concesso il proprio via libera ad una sperimentazione dell’utilizzo di cannabis terapeutica sul territorio della stessa nazione europea. La decisione è arrivata a due settimane di distanza dalla ricezione – da parte dello stesso organismo di controllo – delle conclusioni alle quali è giunto un gruppo di esperti indipendenti chiamato ad analizzare la questione in vista dell’avvio del periodo di test.

Le autorità transalpine hanno specificato anche la serie di paletti che saranno imposti all’uso: in primo luogo, si dovrà trattare di preparazioni che non potranno essere fumate; inoltre, sarà possibile ricorrere a tale sostanza soltanto in determinate situazioni cliniche specifiche, secondo il giudizio del medico. L’ANSM ha precisato in questo senso che, ad esempio, la cannabis potrà essere prescritta ai pazienti che presentano dolori che non rispondono alle terapie tradizionali (farmaceutiche o meno). Allo stesso modo, si potrà optare per l’uso della sostanza in caso di pazienti affetti da determinate forme di epilessia severa e farmaco-resistente, oppure nel quadro di terapie di supporto in oncologia, così come nel caso siano necessarie cure palliative. Tra le altre patologie citate dall’agenzia nel farmaco francese, secondo quanto riportato dal giornale online specializzato Le Quotidien du Pharmacien, figura poi la sclerosi a placche.

Tra il mese di gennaio e quello di giugno del 2019, il gruppo di esperti si riunirà a più riprese al fine di fornire indicazioni più precise in merito alla presa in carico dei pazienti. Verranno definite ad esempio le modalità di prescrizione, i circuiti di distribuzione e di consegna, le modalità di somministrazione e le forme farmaceutiche, nonché i dosaggi e le concentrazioni del principio attivo. A quel punto verranno indicati i tempi precisi della fase di test, che sarà avviata in ogni caso entro la fine dell’anno. La Francia potrebbe a quel punto aggiungersi ai numerosi paesi dell’Unione europea che hanno già autorizzato l’utilizzo della cannabis. Come nel caso ad esempio dell’Italia.

© Riproduzione riservata