cannabis terapeuticaDopo la pubblicazione della cannabis nell’allegato III-bis del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, che conferma formalmente il possibile utilizzo nelle terapie del dolore, il ministro della Salute Giulia Grillo ha scritto al suo omonimo olandese chiedendo l’invio di ulteriori 250 kg di prodotto, in aggiunta ai 450 kg già concordati per il 2018 e per il 2019.
La quantità totale di cannabis importata, negli anni 2018 e 2019, arriverà quindi alla somma complessiva di 700 kg e si aggiungerà alla produzione italiana, a cura dell’Istituto Chimico Farmaceutico militare di Firenze e alle quantità importate dalla Germania.
L’incremento delle quantità previsto consentirà la riduzione dei problemi già da tempo lamentati dai farmacisti, che vedevano insufficiente il quantitativo disponibile, rispetto alle esigenze dei pazienti.
In Italia la cannabis terapeutica può essere prescritta solo dal medico ed è utilizzata principalmente nella terapia del dolore per gravi patologie quali la sclerosi multipla e le lesioni midollari, ma anche nella cura dei tumori per alleviare i sintomi causati dalla chemio e radioterapia.
Soddisfazione arriva dallo stesso ministro della Salute, che in una nota ha dichiarato: «Cerchiamo così di dare una rapida e concreta risposta alle richieste pressanti e legittime dei pazienti e dei loro familiari. Questo è solo il primo passo di un percorso di attenzione che conto di rafforzare sempre di più nel tempo. Una somministrazione “a singhiozzo” e discontinua di cannabis, come di qualsiasi altro medicinale, mette a rischio i pazienti perché non garantisce i benefici che si ottengono solo grazie alla continuità terapeutica. Anche per questo – ha concluso il ministro – è inaccettabile che la sua distribuzione non sia garantita in modo uniforme e capillare in tutto il Paese».

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