Come riportato da FarmaciaVirtuale.it ai propri lettori, i carabinieri del Nas di Milano hanno reso noto di aver tratto in arresto 3 soggetti e 13 indagati per bancarotta fraudolenta di farmacie. Sul tema è intervenuta Federfarma, che «da anni denuncia il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nell’acquisizione delle farmacie economicamente fragili. Fenomeno agevolato – spiega la sigla -, purtroppo, dal Ddl Concorrenza, che contestualmente all’introduzione del capitale nella proprietà della farmacia non ha previsto i vincoli necessari a salvaguardare le peculiarità di questo importante presidio sanitario». Secondo Federfarma «le criticità segnalate, portate nel 2015 all’attenzione del procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato e della commissione Antimafia regionale allora presieduta da Nello Musumeci, sono state autorevolmente confermate dal Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, nel 2016, in occasione di un’audizione sul Ddl Concorrenza innanzi alla X Commissione al Senato e, nel 2018, dalla Commissione Antimafia – allora presieduta da Rosy Bindi – che ha denunciato come le farmacie siano considerate dalle organizzazioni di stampo mafioso possibili “asset” per fare business ed ottenere consenso. Anche l’attuale Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, ha sottolineato come le mafie guardino con sempre più interesse al mercato dei prodotti farmaceutici e alle farmacie».

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L’apprezzamento di Marco Cossolo

Marco Cossolo, presidente Federfarma, esprime «grande apprezzamento per l’operazione dei carabinieri del Nas grazie alla quale è stata smascherata un’organizzazione criminale che rilevava farmacie in difficoltà economica, per utilizzarle in traffici illeciti. I fatti, che hanno portato alla chiusura di diverse farmacie privando i cittadini di un presidio sanitario essenziale, talvolta l’unico presente sul territorio, dimostrano che è ormai indifferibile apportare le necessarie modifiche alla legge sulla concorrenza, in maniere da evitare che le farmacie in difficoltà economica rimangano vittime delle organizzazioni mafiose, che le considerano strumento per riciclare denaro sporco o per trasferire capitali presso paradisi fiscali all’estero, grazie alla loro diffusione sul territorio. Negli ultimi anni – conclude Cossolo – per la farmacia italiana sono aumentati gli oneri e sono diminuite le risorse; malgrado il contesto, con grande impegno, la farmacia è riuscita a mantenere elevatissimo il livello di efficienza, ha ampliato il servizio fornito ai cittadini e mantenuto la capillarità delle strutture».

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