alimenti per celiaciÈ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 agosto 2018 il decreto ministeriale del 10 agosto in materia di norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia. Nella premessa dell’atto si sottolinea che «è opportuno rendere uniformi le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati per celiaci al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il Servizio sanitario nazionale».

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Inoltre, si sottolinea che «il celiaco deve seguire una dieta varia ed equilibrata con un apporto energetico giornaliero da carboidrati stimabile in almeno il 55%, che deve derivare anche da alimenti naturalmente privi di glutine provenienti da riso, mais, patate e legumi come fonte di carboidrati complessi, per cui la quota da soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e farina) è stimabile nel 35% dell’apporto energetico totale».

La norma dispone che «ai soggetti affetti da celiachia, compresa la variante della dermatite erpetiforme, è riconosciuto il diritto all’erogazione gratuita degli alimenti con dicitura “senza glutine, specificatamente formulati per celiaci” o “senza glutine, specificatamente formulati per persone intolleranti al glutine”».

In materia di categorie di alimenti erogabili, inoltre, «sono inclusi nel registro nazionale, istituito presso la Direzione generale per l’igiene, la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute, gli alimenti rientranti nelle seguenti categorie: a) pane e affini, prodotti da forno salati; b) pasta e affini; pizza e affini; piatti pronti a base di pasta; c) preparati e basi pronte per dolci, pane, pasta, pizza e affini; d) prodotti da forno e altri prodotti dolciari; e) cereali per la prima colazione». Infine, il decreto specifica che «i limiti massimi di spesa sono aggiornati periodicamente dal ministero considerando la variazione dei prezzi medi al consumo degli alimenti senza glutine di base specificamente formulati per celiaci».

L’Associazione Italiana Celiachia ha commentato spiegando che è stato «confermato il diritto all’erogazione gratuita degli alimenti, sebbene con una riduzione media dei tetti di spesa del 19%». E ha aggiunto che «la riduzione non è una sforbiciata lineare alle risorse per i pazienti, ma una revisione razionale che lascia immutata la copertura del 35% dell’apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine e che mantiene l’attenzione su specifiche fasce d’età con bisogni particolari».

Non è tardata ad arrivare la reazione del ministro della Salute Giulia Grillo, che in un tweet ha dichiarato che «il decreto era stato deciso e deliberato dal precedente Governo e ha avuto l’ok dalla Stato-Regioni prima del mio insediamento. Ho avviato una verifica per valutare eventuali modifiche così da non penalizzare i cittadini».

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