alimenti per celiaciUn gruppo di deputati di Fratelli d’Italia – composto da Marcello Gemmato (primo firmatario) e da Carmela Bucalo, Monica Ciaburro, Salvatore Deidda e Fabio Rampelli – ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute Giulia Grillo, in materia di diritto all’erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza glutine alle persone affette da celiachia.

I parlamentari ricordano dapprima che è affidato al ministero il periodico aggiornamento dei limiti massima di spesa: «In un momento storico di tagli alla spesa pubblica, anche in tema di sanità, il costo per l’assistenza alle persone che soffrono di celiachia non è stato esente da revisioni, come dimostra il decreto ministeriale 10 agosto 2018», che «abbassa i tetti di spesa del 19 per cento, vale a dire di circa trenta milioni di euro». E sul quale «le associazioni rappresentative del mondo della celiachia hanno fermamente ribadito il proprio dissenso».

I deputati sottolineano quindi che «i celiaci hanno da sempre avuto difficoltà riguardo l’accessibilità ai prodotti sostitutivi, che rappresentano una componente importante nella dieta delle persone, a causa dell’alto prezzo di questi alimenti» e che questi ultimi «possono essere acquistati presso negozi specializzati che, insieme alle farmacie, rappresentano il 75 per cento del canale di distribuzione, mentre il restante 25 per cento è coperto dalla grande distribuzione». Inoltre, «in Italia le persone che lavorano nel comparto dei prodotti senza glutine sono circa cinquemila, ma tale patrimonio indiscusso di qualità della cultura italiana territoriale, rappresentato dai numerosi produttori artigianali di alimenti senza glutine, rischia di subire un grave contraccolpo con l’applicazione della prevista riduzione dei buoni».

Pertanto i parlamentari chiedono al ministro «quali urgenti iniziative intenda adottare, anche attraverso l’apertura di un tavolo tecnico, per rimodellare, a livello nazionale, l’intera materia dell’erogazione dei prodotti per celiaci, al fine di garantire la sostenibilità della spesa sanitaria senza ledere il diritto alla salute delle persone con celiachia».

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