L’Autorità garante per la concorrenza e del mercato ha dato il via libera all’operazione di concentrazione tra Admenta Italia Spa, holding italiana della società McKesson Europe, e il gruppo PharmaCoop, proprietario di 27 farmacie situate in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, mediante diverse società di sub-holding. Nello specifico, spiega l’Antitrust, «l’operazione consiste nell’assunzione da parte di Admenta del controllo esclusivo di Pharmacoop attraverso l’acquisizione del 100% delle partecipazioni azionarie detenute da CoopAlleanza e CoopLombardia nella holding PharmaCoop e nelle sub-holding PharmaCoop-L, PharmaCoop-A, PharmaCoop-F, con un preventivo buy-out da parte di CoopAlleanza e CoopLombardia delle partecipazioni di tutti i soci di minoranza attualmente esistenti nelle società del gruppo PharmaCoop».

Affinché l’operazione abbia avuto l’esito favorevole da parte dell’Agcm, le parti hanno previsto «la stipula di un patto di non concorrenza, in virtù del quale i venditori CoopAlleanza e CoopLombardia si impegnano, per un periodo di tre anni, a non svolgere attività in concorrenza con quella esercitata dalle società acquisite nel territorio dei comuni in cui si trovano le farmacie facenti parte del gruppo PharmaCoop». In aggiunta a ciò, l’Autorità evidenzia che «dove Admenta è presente con una quota del tutto marginale, in tutti gli altri mercati geografici l’operazione si configura come la mera sostituzione di un operatore con un altro. In ogni caso Admenta deterrà una quota post merger nei mercati rilevanti sempre inferiore al 30%».

Ne consegue che, al termine dell’operazione, Admenta, presente in Italia con il marchio “Lloyds farmacie”, potrà disporre di una rete di 202 farmacie (175+27) e 21 parafarmacie, salendo al primo posto in Italia per numero di farmacie di proprietà e facendo del gruppo una delle realtà a più alto fatturato. Lo scorso aprile Farmalvarion, società del gruppo Admenta Italia, ha siglato un accordo integrativo aziendale a beneficio degli oltre 150 lavoratori del sito bolognese. A fornire i dettagli è stata la Camera del lavoro metropolitana di Bologna (Cdlm), aderente alla Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil), la quale ha spiegato che «si è concluso un altro importante tassello nell’ambito delle relazioni sindacali, che ha permesso agli oltre 150 lavoratori del sito bolognese di migliorare significativamente le proprie condizioni economiche e normative».

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