Compromettere l’acquisto di una farmacia non ancora assegnata per concorso

E’ pienamente lecito, e del resto almeno in passato questo si è verificato più d’una volta (ma nel prossimo futuro, chissà?), dar vita ad un contratto preliminare che abbia per oggetto un esercizio non ancora venuto neppure ad esistenza, anche se naturalmente sarà necessario condizionarne sospensivamente l’efficacia, quantomeno, al reale conseguimento della farmacia da parte del (potenziale) promittente venditore.
In ogni caso, la formazione di un contratto del genere è sempre una questione delicata perché si tratta anche, tra l’altro, di convenire il corrispettivo di vendita per un esercizio che ancora non c’è e quindi difficilmente valutabile; e tuttavia possono essere concordate modalità più o meno fantasiose per la determinazione del prezzo, se non altro per sottrarre il rapporto a qualunque profilo di eccessiva onerosità tra il prezzo così determinato e il valore commerciale della farmacia al momento della cessione definitiva.
È una vicenda da valutare certo con grande accortezza.
(gustavo bacigalupo)