Tirocini per farmacisti non abilitati«Le motivazioni esposte dall’assessore alle Finanze del Comune di Campobasso, Massimo Sabusco, sono insoddisfacenti e non spiegano la scelta effettuata dall’ente locale». È così che il Movimento Nazionale Liberti Farmacisti e la Confederazione Unitaria Libere Parafarmacie Italiane hanno risposto alle affermazioni del membro della giunta molisana, che aveva replicato a sua volta alle due stesse sigle. Le associazioni, infatti, avevano puntato il dito contro un bando di concorso per l’attivazione di due tirocini in altrettante farmacie comunali, destinato a «laureati in farmacia che però non siano ancora abilitati all’esercizio della professione e non siano ancora iscritti all’Ordine», giudicandolo «perfettamente legale, ma perfettamente immorale». «Il sospetto – avevano aggiunto – è che il Comune con questo escamotage voglia trovare facilmente e a costo zero (indennità di partecipazione di 500 euro/mese pagata dalla Regione) manodopera specializzata, senza procedere al normale iter delle assunzioni». Per questo era stato chiesto di ritirare il bando: invito che l’assessore ha declinato, spiegando – come riferito dalla testata locale Primo Piano Molise – che «il bando pubblico per la selezione di due in Farmacia o CTF per tirocini extracurriculari da svolgersi presso le farmacie comunali è stato indetto in esecuzione di una delibera della giunta nella quale si trovano le motivazioni della scelta, ovvero “favorire l’arricchimento del bagaglio di conoscenze e l’acquisizione di competenze professionali, nonché agevolare l’occupabilità dei giovani nel percorso di transizione tra scuola e lavoro”. Insomma, una opportunità per i neo-laureati che potranno acquisire esperienze dirette sul campo arricchendo il proprio curriculum professionale e non una opportunità per il Comune di fronteggiare la carenza di personale». Sabusco ha quindi aggiunto che «per la realizzazione dei predetti tirocini il Comune, credendo nell’iniziativa, ha impegnato proprie risorse (e non risorse regionali), sia per il pagamento dell’indennità di partecipazione per un importo complessivo pari ad 6.000 euro in favore dei due tirocinanti sia per le spese di assicurazione Inail e Rct».
Se l’obiettivo è di fornire un’opportunità ai giovani, secondo MNLF e CULPI «esiste un metodo molto semplice, che è quello di accreditare le due farmacie presso il polo universitario più vicino con facoltà di Farmacia ed ospitare tirocinanti “veri”, ovvero studenti prossimi alla laurea che debbono svolgere il periodo di formazione “sul campo”, perché obbligatorio e propedeutico proprio ad ottenere la laurea. Così non è stato, e tutti i dubbi sull’operazione rimangono. Per questo motivo riteniamo necessario rinnovare l’invito già rivolto al Comune affinché ritiri il bando, in quanto incomprensibile nelle motivazioni di far svolgere un tirocinio a laureati in Farmacia non abilitati ed iscritti all’Ordine provinciale di competenza. Altresì, rinnoviamo alla ASL di competenza e all’Ordine professionale dei Farmacisti di Campobasso la richiesta di massima vigilanza affinché i candidati prescelti non violino la legge dispensando farmaci ove questo è impedito proprio a laureati in farmacia che non siano abilitati ed iscritti all’Ordine».

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