sifapCome ormai noto, la Tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei medicinali è stata aggiornata attraverso un decreto del ministero della Salute, frutto del lavoro di un tavolo tecnico al quale hanno partecipato la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ed una serie di associazioni di categoria (Asfi, Assofarm, Farmacie Unite, Federfarma, Sifap e Utifar). In attesa che il provvedimento venga pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, è la stessa Fofi a fornire alcune indicazioni più puntuali in merito al contenuto dello stesso. In una nota vengono infatti descritti «i principali criteri utilizzati per l’individuazione del nuovo metodo di determinazione del prezzo delle preparazioni galeniche». In particolare, prosegue la Fofi, la nuova Tariffa prevede che il prezzo al pubblico sia formato da cinque voci. In primo luogo, «dall’importo delle sostanze impiegate di cui all’Allegato A del decreto (“Tabella dei prezzi delle sostanze”) aggiornato sulla base degli attuali prezzi di listino, o per le sostanze non comprese in detto allegato, dall’applicazione del prezzo di acquisto, mantenendo traccia della relativa documentazione di acquisto (pertanto, non si dovrà più procedere a raddoppiare il prezzo della sostanza)». La seconda voce è quella relativa «all’importo indicato nell’Allegato B (“Tabella dei costi di preparazione) attualizzato sulla base delle forme farmaceutiche presenti nella Farmacopea Ufficiale, che tiene conto altresì dei tempi necessari per l’allestimento delle stesse». Quindi concorrono alla composizione del prezzo «l’incremento del 40% sui costi di preparazione previsti dal suddetto allegato B, al fine di compensare gli oneri connessi alle attività generali, preliminari e successive all’allestimento della preparazione» e «l’eventuale supplemento di 2,50 euro previsto per l’allestimento di specifiche preparazioni (sostanze pericolose per la salute umana, stupefacenti, dopanti), in considerazione delle specifiche normative e adempimenti da rispettare per l’allestimento delle stesse». Infine, l’ultimo elemento è quello che riguarda il costo del recipiente.
«Sono stati poi modificati – fa sapere la Federazione – i diritti addizionali di chiamata notturna, prevedendo per le farmacie urbane e rurali non sussidiate un importo di 7,50 euro e per le farmacie rurali sussidiate un importo di 10,00 euro. Il diritto addizionale di chiamata diurna è stato mantenuto esclusivamente per le farmacie rurali sussidiate e quantificato in 4,00 euro. Tali diritti addizionali sono dovuti soltanto quando la farmacia effettua servizio a “battenti chiusi” o “a chiamata”». Inoltre, «è stata confermata la percentuale del 16% dello sconto agli enti pubblici o privati aventi finalità di assistenza e beneficenza tenuti alla dispensazione dei medicinali agli aventi diritto, escluso comunque il Servizio Sanitario Nazionale. Da tale sconto sono esclusi i supplementi previsti per l’allestimento di specifiche preparazioni, i diritti addizionali ed il costo del recipiente. A tal proposito, si rammenta che, in base a quanto previsto dalla normativa vigente, sui medicinali galenici allestiti in farmacia e pagati interamente dal paziente è praticabile lo sconto, purché sia applicato a tutti gli acquirenti e ne sia data adeguata informazione alla clientela».
Infine, il decreto prevede che «il titolare o il direttore della farmacia debbano aver cura che nella stessa sia conservata, anche in formato elettronico, una copia della Tariffa, che deve essere resa visibile a chiunque ne faccia richiesta. Tale ultima misura, proposta dalla Federazione e accolta dal ministero, si inquadra nell’ambito del processo di digitalizzazione oggi in atto e rappresenta un’importante semplificazione nella gestione amministrativa della farmacia».
Secondo Paola Minghetti, presidente della Sifap, «si tratta senza dubbio di un importante passo in avanti, soprattutto se si tiene presente il fatto che il ministero della Salute criticava il metodo basato sul raddoppio, perché considerato non corretto per remunerare la professione. Al tavolo di lavoro, si è partiti perciò cercando di trovare una soluzione differente, che è appunto quella di remunerare in modo corretto l’attività del farmacista, prendendo in considerazione tutto il tempo dedicato al lavoro necessario per effettuare la preparazione galenica. Ovvero non solo quello legato all’allestimento, ma anche, ad esempio, alla sicurezza o allo studio della normativa. Tutti fattori che rappresentano una garanzia per il paziente. Inoltre, il lavoro è stato effettuato forma farmaceutica per forma farmaceutica, dunque si tratta di un risultato frutto di un’analisi accurata».

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