mnlfCome noto, a partire dal mese di maggio del 2017, le nuove linee guida sui tirocini approvate dalla Conferenza Stato-Regioni escludono quelli «in favore di professionisti abilitati o qualificati all’esercizio di professioni regolamentate per attività tipiche ovvero riservate alla professione». «Pertanto – spiegano in un comunicato il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Confederazione Unitaria Libere Parafarmacie Italiane – per i farmacisti già laureati, abilitati ed iscritti all’Ordine professionale non è più possibile (nelle Regioni che hanno sottoscritto l’accordo) attivare tirocini extracurriculari. Questo dopo che numerose proteste si erano alzate nei confronti dell’abuso di tale istituto». Eppure, «fatta la legge, trovato l’inganno», accusano le due associazioni, che puntano il dito contro il Comune di Campobasso. Quest’ultimo ha pubblicato infatti «un bando di concorso per l’attivazione di due tirocini in due farmacie comunali per laureati in farmacia che però non siano ancora abilitati all’esercizio della professione e non siano ancora iscritti all’Ordine. Tutto perfettamente legale, ma tutto perfettamente immorale». MNLF e CILPI si domandano in particolare «perché un laureato in farmacia che proprio per il conseguimento di quella laurea ha pochi mesi prima dovuto sostenere un tirocinio obbligatorio presso una farmacia di 6 mesi, abbia necessità di altro tirocinio dopo la laurea?» e ancora «quali mansioni il tirocinante potrà svolgere nelle due farmacie comunali non essendo ancora abilitato ed iscritto all’ordine e non potendo di conseguenza dispensare alcuna ricetta medica o svolgere alcuna funzione in autonomia tipiche della sua professione?». Di conseguenza, secondo le due sigle «il sospetto è che il Comune di Campobasso con questo escamotage voglia trovare facilmente e a costo zero (indennità di partecipazione di 500 euro/mese pagata dalla Regione) manodopera specializzata senza procedere al normale iter delle assunzioni». Per questo l’ente locale è stato invitato a ritirare il bando e l’Ordine provinciale e la Fofi a «prendere una posizione netta e contraria». Come riferito ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, nel marzo del 2016 una farmacia comunale di Camerino era finita nell’occhio del ciclone per annunciato la creazione di un albo di farmacisti per la propria farmacia comunale dando «priorità a chi offre il prezzo orario più basso». Un caso simile è stato riferito nel dicembre del 2017, in questo caso a Corbetta, in Lombardia.

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