anatocismo bancario«Dopo una lunga battaglia, a partire dall’ottobre scorso sono mutate le regole in materia di anatocismo bancario che in termini generali è il meccanismo per il quale gli interessi – che periodicamente maturano su una somma di denaro – al momento della loro liquidazione vengono addizionati alla sorte capitale, producendo a loro volta interessi». A ricordarlo è lo studio associato Bacigalupo-Lucidi, che spiega come le norme siano contenute nel Testo Unico bancario e nel decreto attuativo del ministero dell’Economia numero 343 del 3 agosto 2016.
«In futuro – sottolinea l’esperto Roberto Santori – gli interessi debitori maturati sulle esposizioni bancarie non produrranno più ulteriori interessi. Le nuove regole, infatti, dopo aver stabilito che gli interessi debitori e creditori devono essere conteggiati con la stessa periodicità – comunque non inferiore a un anno e in ogni caso al termine del rapporto – per cui sono dovuti e che gli interessi debitori maturati non potranno produrre ulteriori interessi tranne quelli di mora, dispongono anche che quelli conteggiati il 31 dicembre di ogni anno non saranno automaticamente sommati alla sorte capitale, ma verranno indicati separatamente nell’estratto conto e saranno esigibili a partire dal 1 marzo dell’anno successivo a quello di maturazione».
Questo significa che «per evitare l’addebito di ulteriori interessi di mora – dovuti per un eventuale tardivo pagamento degli stessi interessi debitori – al 1 marzo di ogni anno il correntista dovrebbe recarsi allo sportello della sua banca per saldare l’importo degli interessi debitori comunicati dall’istituto nell’estratto conto di fine anno evitando il “transito” sul conto, che continuerà così a regolare i rapporti banca-correntista soltanto in linea capitale. In alternativa, si può autorizzare la banca ad addebitare gli interessi passivi. In tal modo, però, questi si sommeranno alla sorte capitale e dunque – se il conto corrente è “in rosso” – sostanzialmente verrà ripristinato l’anatocismo tanto faticosamente eliminato». Inoltre, «la banca potrà sempre compensare gli interessi debitori con eventuali disponibilità presenti nel conto interessato o in altri rapporti bancari attivi detenuti presso lo stesso istituto, e questo anche senza l’accordo con il cliente».
In ogni caso, conclude Santori, «dato che indubitabilmente la modalità operativa più agile, e pertanto quella che presumibilmente verrà scelta dalla maggior parte di noi, si risolverà nell’autorizzazione all’addebito degli interessi passivi sul conto corrente, si può forse ragionevolmente concludere che la tanto ventilata “morte” dell’anatocismo bancario si rivelerà o potrà rivelarsi nei fatti, più che altro, una “morte… presunta”».

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