farmacia-applica-scontiIl 2018 si è aperto con una polemica tra le farmacie della provincia di Taranto, in Puglia. A creare discordia tra i titolari è stata la farmacia “H24” di Manduria, che – secondo quanto riportato dalla testata Nuovo Quotidiano Taranto – «è stata presa d’assalto dai clienti non soltanto perché si tratta dell’unica della provincia ad essere aperta ininterrottamente, ma soprattutto perché non si fa pagare le prenotazioni di visite e interventi presso ospedali e strutture sanitarie accreditate, né l’addizionale sulle ricette spedite nelle ore notturne». Secondo la proprietà della farmacia tutto ciò è stato deciso nell’interesse dei cittadini: «Un’opera di natura sociale». Che arriva proprio dopo l’entrata in vigore del raddoppio – anch’esso oggetto di polemiche – della tariffa per la dispensazione di medicinali in orario notturno. La Federfarma provinciale ha chiesto alla farmacia di adeguarsi alle regole, ma un responsabile della società che è proprietaria dell’esercizio si è rifiutato di farlo: «A parte il fatto che trovo tale addizionale ingiusta di per sé, non tollero che qualcuno debba dettare regole in un’attività d’impresa che è privata». La stessa farmacia ha fatto sapere di aver interessato un legale per decidere in che modo agire. Come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, l’aumento fa parte dell’aggiornamento della tariffa nazionale che è contenuto in un decreto firmato lo scorso 22 settembre dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. In particolare, è stato disposto un aumento della tariffa per la dispensazione di farmaci in orario notturno, in virtù del quale essa passa da 3,87 a 7,5 euro (fino ad arrivare a 10 euro in alcune zone). Una decisione che aveva suscitato l’ira di alcune associazioni di consumatori, come nel caso del Codacons: un punto di vista condiviso da chi gestisce la farmacia di Manduria: «Introdurre aumenti a danno di chi ha bisogno dei medicinali è quanto di più ingiusto si possa fare».

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2 Commenti

  1. Malevoli commercianti travestiti da benefattori.
    Un tempo si diceva “lupi vestiti da agnelli”.
    Anche quel che accade è figlio dei tempi che viviamo.
    Ma, per cortesia, non chiamateli professionisti; e nessuno si permetta di nascondere l’avidità e la concorrenza sleale improntata sulla mercificazione di un servizio per “decisioni nell’interesse dei cittadini”.
    Si abbia almeno il coraggio di usare le parole giuste e nominare le situazioni per quelle che sono: “puro opportunismo commerciale che svilisce la bontà di un servizio sanitario qualificato” a discapito di quelle farmacie incentrate sulla qualità.

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