farmamagazineFederfarma Roma ha lanciato un nuovo giornale, intitolato FarmaMagazine. Attraverso un video pubblicato su YouTube, la divisione provinciale dell’associazione di categoria ha spiegato che «la farmacia, con la sua autorevolezza a familiarità, ha un ruolo centrale nel promuovere la salute». Per questo, assieme alla casa editrice Edra, è stato ideato il nuovo strumento di comunicazione: un «mensile del farmacista per il cittadino» che sarà distribuito in circa 100 mila copie, ogni mese, nelle farmacie della capitale. Esso presenterà informazioni sulla professione, aggiornamenti sui farmaci, approfondimenti sulle decisioni assunte dalle istituzioni, nonché una rubrica dedicata alla «voce dei pazienti».
A scatenare la polemica, tuttavia, è stato il lancio dell’iniziativa. Federfarma Roma ha infatti organizzato una “serata di gala”, il 20 novembre 2015, al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, per far conoscere quella che la stessa associazione ha definito «la più grande iniziativa comunicativa della nostra categoria». Ospiti d’onore, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Il che ha fatto storcere il naso ad alcuni, come nel caso del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, che ha postato su Twitter la locandina dell’evento, affiancando ad essa un commento particolarmente duro: «Ecco cosa intendiamo quando parliamo di lobby».
Il “cinguettio” è stato a sua volta ritwittato anche da qualcuno che ha lanciato l’hashtag “#federfarmadispensacene”. Al contrario, entusiasta dell’iniziativa si è mostrato il senatore Andrea Mandelli, presente alla serata, che ha postato sul social network alcune fotografie commentando con queste parole: «Cena con 1.200 farmacisti romani! La prossima volta prendiamo una sala più grande», a conferma del successo dell’iniziativa. I commenti al tweet del parlamentare sono pochi, ma tutti negativi: c’è chi si domanda chi abbia pagato, chi dichiara di non sentirsi rappresentato e chi ha anche chiesto le dimissioni dello stesso Mandelli.
Il MNLF ha poi spiegato in un comunicato stampa che «mettendo da parte qualsiasi giudizio di opportunità sul fatto se sia o meno giusto che un ministro della Repubblica si rechi ad una cena di gala organizzata da una delle più potenti lobby in Italia, scartando qualsiasi valutazione circa l’ostentazione palese della vicinanza a questa lobby, non si può tacere sull’impreparazione dello stesso ministro. Quando la Lorenzin sale sul palco ed afferma che l’eventuale liberalizzazione dei farmaci di fascia C potrebbe aumentare la domanda di farmaci le alternative sono due: o è in malafede ed utilizza strumentalmente argomenti per sostenere la propria posizione o non conosce l’argomento di cui parla. L’eventuale liberalizzazione dei farmaci di fascia C non potrebbe portare a nessun aumento della domanda di farmaci, perché questa è anelastica essendo legata alla prescrizione del medico. Non può aumentare».

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1 commento

  1. La cena di gala l’avrebbero potuta organizzare anche in un 3 stelle, il problema è che la capienza necessaria per eventi simili ce l’hanno solo gli hotel più lussuosi.
    Quanto alle affermazioni del Ministro, è comodo prendere solo quello che serve. Saltato a piè pari il riconoscimento del ministro ai servizi svolti dalle farmacie per la comunità, si è tornati sulla famosa battuta, distorcendone il significato. Il problema non è nella medicina venduta fisicamente accanto alla mortadella, ma nella concezione che la gente avrebbe pian piano dei farmaci. A me capita spesso di trovarmi di fronte a persone restie ad assumere un farmaco prescritto dal medico perché ‘io di medicine ne prendo meno che posso’. Ma se le medicine importanti le trovi nello stesso luogo dove compri il detersivo e i salumi pian piano l’acquisto del farmaco diventerà un gesto sempre più banale. E aumenterà la richiesta dei pazienti ai medici di prescrizioni. Questo voleva dire il ministro, si può essere d’accordo o meno, ma non distorciamo la realtà.

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