cemon aifaLa società Ce.M.O.N. ha fatto sapere di aver chiesto la registrazione di centinaia di rimedi omeopatici all’Agenzia Italiana del Farmaco. «È con immenso orgoglio e piacere – ha spiegato in una nota diffusa a firma dell’amministratore delegato Aurelio Rocco – che informiamo di aver presentato presso l’Aifa i dossier e la domanda di registrazione, entro il termine di legge del 30 giugno, per ben circa 400 rimedi unitari e 57 composti». Il dirigente ha aggiunto che «è stata, come si può facilmente immaginare, una operazione difficile e pesante, fatta tanto di competenza, quanto di impegno e sacrificio prolungato da parte del personale coinvolto. A ciò si aggiunge un investimento finanziario complessivo di ben oltre un milione di euro. Con questo primo traguardo, consegniamo quindi un pezzo di futuro ed un rinnovato impulso per la medicina omeopatica. Infatti, ciò consentirà la permanenza sul mercato dei nostri rimedi anche oltre il 31 dicembre 2018, data di cancellazione e ritiro dei medicinali non registrati».
La Ce.M.O.N. era tornata nelle scorse settimane sulla vicenda che la vede contrapposta alla UNDA. Quest’ultima aveva annunciato che il ritorno dei suoi medicinali sul mercato italiano attraverso Boiron a partire dal mese di giugno. In un comunicato datato 17 giugno 2017 e indirizzato ai farmacisti italiani, Ce.M.O.N.aveva preso la distanze «da ciò che oggi viene presentato dal gruppo Boiron come medicinali UNDA. Questi medicinali – aveva spiegato Rocco – non rappresentano in alcun modo il modello di lavoro serio costruito da Cemon in tutti questi anni. Cemon ha saputo coniugare il sapere omeopatico, il sapere fare omeopatico e soprattutto il sapere essere omeopatico. Non consideriamo etico l’utilizzo di un marchio il cui diritto d’uso in Italia, proprio grazie a tanti anni di nostro lavoro, è in discussione in un arbitrato internazionale che emetterà sentenza non prima di fine anno 2018, arbitrato che ha invitato le parti a non usare il marchio ed i marchi UNDA prima della sentenza».

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