efedrina-e-pseudoefedrina-farmacia«Il divieto di utilizzazione della sostanza attiva efedrina disposto dall’articolo 1 del decreto ministeriale del 27 luglio 2017 si riferisce esclusivamente alla prescrizione ed allestimento di preparazioni magistrali destinate a finalità dimagranti e, pertanto, la farmacia può detenere tale sostanza per gli altri usi consentiti». A specificarlo è una nota del ministero della Salute (protocollo n. 11852) con la quale è stata fornita una risposta ad un quesito posto in proposito da Federfarma. L’associazione dei titolari di farmacia aveva infatti fatto riferimento allo stesso decreto ministeriale, con il quale è stato vietato ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti le sostanze medicinali efedrina e pseudoefedrina (quest’ultima in quantitativi superiori a 2.400,00 mg per ricetta). «Avendo appreso che da parte di organi di vigilanza veniva posta in dubbio la liceità di detenere ed impiegare in farmacia la sostanza efedrina, a prescindere dall’uso – ha spiegato il sindacato – ci siamo rivolti al ministero chiedendo di confermare che, non sussistendo divieti di utilizzazione della sostanza nell’allestimento di preparazioni magistrali per scopi diversi da quello dimagrante, è del tutto lecita la detenzione della stessa in farmacia». Il ministero ha anche precisato in proposito che «come previsto dall’articolo 2 del medesimo decreto, la finalità dimagrante deve essere specificata nella ricetta dal medico» e ha sottolineato il fatto che «il farmacista, in virtù dell’articolo 26 del codice deontologico, è tenuto, prima di spedire la ricetta, a prendere contatto con il medico prescrittore riservatamente per il necessario chiarimento in caso di prescrizione dubbia». La questione è stata anche oggetto di inchieste giornalistiche nelle quali sono stati documentati caso di prescrizioni effettuate per diete dimagranti e di farmacisti che si sono resi disponibili ad allestire le preparazioni.

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