concorso straordinario lazioNel Lazio, come noto, solamente 64 delle 200 sedi accettate dopo il primo interpello dagli assegnatari provvisori del concorso straordinario per nuove farmacie sono state finora assegnate. Un’analisi dello studio associato Bacigalupo-Lucidi concentra la propria attenzione sulle 7 sedi di Latina, che per ora sono state escluse, in attesa che siano resi noti gli esiti di alcuni ricorsi esaminati dal Consiglio di Stato.
I giudici amministrativi, in effetti, hanno dovuto affrontare più di una questione, spiega l’avvocato Gustavo Bacigalupo, «nel senso che, laddove abbiano ritenuto di accogliere gli appelli sul punto specifico dell’organo comunale competente alla revisione straordinaria della pianta organica del 2012 (la giunta e non il consiglio, come hanno ritenuto i primi giudici), si sono dovuti soffermare anche sulle censure di merito (non esaminate dal Tar) dedotte dagli originari ricorrenti, vincitori in primo grado, e da loro sicuramente riproposte in sede di appello. La stesura della sentenza, dunque, richiederà forse molti giorni di lavoro e sarà perciò resa nota verosimilmente a febbraio o a marzo». «Il 20 dicembre scorso – prosegue il legale – è stato però discusso anche l’appello cautelare della Regione contro l’ordinanza del Tar pontino n. 168 del 9/6/2016 che aveva sospeso la deliberazione laziale GO1640/2016 che elencava le sedi (sub judice o meno) a disposizione degli interpellati, imponendo loro una quantità industriale di precetti e adempimenti (del resto ben noti ai concorrenti laziali), alcuni ultronei e/o di dubbia legittimità». Ora, «mentre la decisione definitiva sulla revisione straordinaria della pianta organica del 2012, e perciò sulla legittimità dell’istituzione delle 7 sedi, sarà nota come detto soltanto tra un po’ di tempo, quella sull’istanza regionale di riforma dell’ordinanza del Tar n. 168/2016 è stata invece, secondo consuetudine, pubblicata il giorno dopo: si tratta dell’ordinanza del CdS n. 5740 del 21/12/2016». Quest’ultima è stata giudicata da Bacigalupo «stravagante e un po’ alchimistica», perché «trascurando disinvoltamente il piccolo particolare che le 7 sedi di Latina sono tuttora giuridicamente inesistenti, accende improvvisamente il semaforo verde anche per un’immediata loro assegnazione definitiva, affermando che “nel bilanciamento dei contrapposti interessi, appare prevalente quello della Regione alla conclusione in tempi ragionevoli della procedura di assegnazione delle sedi farmaceutiche disponibili al fine di assicurare una più omogenea distribuzione dei farmaci sul territorio”, e rilevando a monte di ciò che “per quanto di interesse, la delibera impugnata prevede un’assegnazione delle sedi oggetto di contenzioso sotto condizione risolutiva espressa, correlata all’esito dei giudizi pendenti”». A questo punto la Regione potrebbe «legittimamente assegnare in via definitiva, pur con i se e i ma indicati nella deliberazione-quadro originaria, tutte le altre 136 sedi, comprese le 7 di Latina. Può darsi che si riavvii quanto prima il procedimento, come può darsi anche che si preferisca attendere la pubblicazione della sentenza d’appello sulla sorte definitiva delle 7 sedi, se non addirittura le decisioni del Tar del Lazio sui ricorsi contro la graduatoria». L’esito della vicenda appare dunque ancora alquanto incerto.

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