federfarma lombardia«Un giusto plauso va tributato alla Regione Lombardia, una delle poche in Italia ad aver applicato correttamente gli sconti al Servizio Sanitario Nazionale dalle farmacie rurali sussidiate e dalle piccole farmacie». È con queste parole che Annarosa Racca, presidente della Federfarma regionale, ha accolto commentato le scelte operate dalla giunta lombarda. L’ufficio legislativo del ministero della Salute ha inviato agli assessorati di regioni e province autonome un parere in merito alle modalità di calcolo del “fatturato SSN”, ai fini della determinazione del regime di sconti a favore delle farmacie rurali sussidiate con un fatturato non superiore a 450.000 euro e delle urbane non sussidiate con fatturato non superiore a 300.000 euro. Un pronunciamento arrivato dietro richiesta diretta di Federfarma nazionale, che aveva fatto sapere di aver riscontrato sul territorio «applicazioni del tutto disomogenee, causa di diffuse incertezze operative, di un contenzioso inutile e dispendioso: una situazione inaccettabile, considerate le finalità perseguite dalle norme di riferimento, volte ad agevolare le farmacie a bassa redditività». In termini tecnici, il ministero ha precisato che nel fatturato annuo in regime di Servizio Sanitario Nazionale devono essere compresi i farmaci ceduti in regime di SSN al netto dell’IVA, della quota di partecipazione alla spesa dovuta dall’assistito (c.d. ticket, sia la quota fissa che la differenza di prezzo), dello sconto, della “distribuzione per conto” e dell’assistenza integrativa.
«A seguito del pronunciamento del ministero della Salute sui criteri di applicazione su base nazionale degli sconti, «le precisazioni fornite dai tecnici – conclude Annarosa Racca – confermano la correttezza dell’operato della Regione Lombardia, una delle poche in Italia ad aver ben interpretato e applicato una normativa complessa. Una disciplina, tra l’altro, che coopera alla tutela delle farmacie urbane e rurali a basso fatturato, le quali contribuiscono alla capillarità del servizio farmaceutico e rappresentano spesso un avamposto del Servizio sanitario sul territorio».

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