sunifarLa presidente del Sunifar Silvia Pagliacci ha diffuso nel corso del mese di agosto una nota indirizzata al Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie (DAR), in merito al bando per l’assegnazione del Fondo nazionale integrativo per i comuni montani per gli anni 2014-2017. La lettera era relativa in particolare alla possibilità per le farmacie di poter usufruire dei finanziamenti, dai quali la categoria risultava di fatto esclusa. Federfarma e lo stesso sindacato delle farmacie rurali hanno fatto sapere che il Dipartimento ha risposto, «negando la partecipazione delle farmacie sulla base di una presunta “propria specificità” rinvenibile nella regolamentazione di concessione ad hoc, che non rientrerebbe nelle “procedure connesse con il bando stesso”». Silvia Pagliacci ha dunque replicato alla lettera, spiegando di trovarsi in disaccordo con le interpretazioni fornite dal Dipartimento, «in quanto non sembra in nessun modo che la concessione amministrativa (ovvero sanitaria), alla base dell’attività di dispensazione del farmaco qualificante l’esercizio della farmacia aperta al pubblico, possa rappresentare natura escludente rispetto alla partecipazione di un bando di gara pubblico. Certamente una giustificazione siffatta non è mai stata avanzata in passato per escludere tout court le farmacie dalla partecipazione a bandi di gara».
La dirigente del Sunifar ha inoltre sottolineato il fatto che «la regolamentazione di concessione cui sono assoggettate le farmacie non incide in alcun modo sulla loro qualificazione come imprese commerciali soggette, tra l’altro, a fallimento in caso di insolvenza. A conforto di ciò si rammenta anche come le farmacie, dal punto di vista della normativa fiscale, producano un reddito d’impresa e, ai fini degli studi di settore, rientrino tra le attività del settore commercio». In secondo luogo, Pagliacci contesta la seconda motivazione di esclusione, che richiama la possibilità per le farmacie rurali di disporre di fondi ad hoc per il sostegno dell’attività. «A tale proposito – spiega – viene citato il “Regolamento per l’assegnazione del contributo una tantum per gli iscritti titolari o soci di farmacie rurali – anno 2016, prodotto dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti – ENPAF.” Come è noto, l’ENPAF è un ente di previdenza libero professionale privatizzato e le sue fonti di finanziamento sono i contributi versati dagli iscritti (farmacisti iscritti all’Albo). L’iniziativa cui viene fatto riferimento, peraltro, ha carattere solidaristico e di occasionalità (solo per l’anno 2016) e viene finanziata con i proventi della “Sezione assistenza” del bilancio dell’ente. Inoltre l’ente, essendo privatizzato, non gode di alcun tipo di finanziamento pubblico e quindi, a nostro avviso, non può essere in alcun modo equiparato a fonti di finanziamento di enti ricadenti nel perimetro dall’Amministrazione pubblica».

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